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Perché esistono i farmaci equivalenti? Le differenze, le caratteristiche e le norme che regolano la loro approvazione

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I Farmaci equivalenti, detti anche “generici” non sempre vengono prescritti dal medico curante. Ecco perché.

I medicinali salvano vite, guariscono da malattie lievi o severe e ovviamente grazie alla Medicina possiamo migliorare il nostro stato di salute. Il medico che ci ha in carico sa quali terapie sono più adatte a risolvere le condizioni.

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E noi, solitamente, durante il corso della vita impariamo a riconoscere alcune di queste terapie, a capire come funzionano i farmaci che ci vengono prescritti. Alcuni nomi e case farmaceutiche sono diventate più riconoscibili di altre. Ma può sorgere spontanea la domanda: che differenza c’è tra un farmaco generico e quello originale? Andiamo a scoprirlo.

Qualità, sicurezza ed efficacia dei farmaci equivalenti

Può capitare, quando andiamo in farmacia, che ci venga chiesto se vogliamo il farmaco prescritto o il suo equivalente. E, se il nostro medico non ci ha dato indicazioni, potremmo avere un dubbio. “Sarà la stessa cosa?“. Anche perché di sicuro una differenza c’è, e risiede nel prezzo.

Un farmaco generico costa anche fino al 20% in meno rispetto al suo originale. Comprendiamo bene che se dobbiamo fare una terapia prolungata nel tempo possiamo risparmiare diversi soldi. Ma, come spesso accade, siamo portati a pensare che un prodotto che costa meno sia di minor qualità.

In realtà non è così. Come per alcuni prodotti alimentari o sottomarche di beni di largo consumo, anche per i farmaci – e anzi molto di più – esistono regolamentazioni specifiche. Che ci danno la garanzia di usare la terapia adatta alle nostre necessità.

Tecnicamente parlando, come viene riportato sul sito dell’AIFA, il farmaco equivalente è quello che ha “la stessa composizione qualitativa e quantitativa in termini di sostanze attive. Nonché la stessa forma farmaceutica di un medicinale di riferimento. Infine, una bioequivalenza con il medicinale di riferimento dimostrata da studi appropriati di biodisponibilità.

Non solo: il farmaco generico deve avere la stessa modalità di assunzione/dosaggio del suo originale. Questo per ovvie ragioni, cioè non si deve fare confusione durante la terapia.

In taluni casi, nonostante il medicinale equivalente sia stato valutato dai processi normati a livello europeo, potrebbero riscontrarsi differenze negli eccipienti.

Infatti è possibile che alcuni soggetti siano intolleranti/allergici ad alcuni di essi. In quel caso, sarà il medico curante ad accertarsi che il paziente possa assumere anche la versione generica del farmaco.

Risulta chiaro, quindi, che se abbiamo un dubbio e ci viene chiesto se vogliamo il generico oppure no, sia meglio consultare il medico che ha prescritto tale farmaco.

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