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Multa di 8.186 euro fino al carcere se non si rispetta questa regola del Codice della Strada che non tutti conoscono

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Ogni violazione del Codice della Strada comporta delle conseguenze più o meno gravi. Un’infrazione in particolare prevede la reclusione fino a 3 anni, la confisca del mezzo e una multa da 8.186 euro. 

Le norme del Codice della Strada sono volte a garantire la tutela dei cittadini sulle strade delle città. Non rispettarle significa mettere in pericolo sé stessi e gli altri e, di conseguenza, le punizioni saranno serie.

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Mettersi alla guida di un’auto, una moto o un camion non è un gioco. Ogni volta che le ruote iniziano a girare la possibilità di mettere a rischio la propria incolumità e quella delle altre persone è elevata. Abbiamo nelle nostre mani uno strumento potenzialmente letale da non sottovalutare, mai. Per questo motivo esistono delle direttive elencate dal Codice della Strada che devono essere seguite per mantenere la sicurezza in strada. Non si parcheggia in doppia fila, non si parla al telefono mentre si guida, non si passa con il semaforo rosso, occorre rispettare la distanza di sicurezza dal veicolo che precede e così via. Un’infinità di norme che se venissero rispettate da ogni automobilista ridurrebbero notevolmente il numero di incidenti stradali. C’è, poi, un obbligo la cui violazione comporta un reale pericolo per tutti ossia il rispetto dei limiti di velocità.

La violazione del Codice della Strada che porta in carcere

La violazione del Codice della Strada aumenta le possibilità di incidenti. Le norme nascono per garantire la sicurezza nelle strade e non rispettarle significa non avere rispetto per sé e per gli altri. Ogni direttiva prevede, dunque, delle sanzioni e conseguenze più o meno severe in base alla gravità del reato commesso. Parcheggiare sulle strisce è sicuramente un reato meno grave rispetto al passaggio con il semaforo rosso. Il Codice della Strada, ad esempio, punisce severamente chi supera i limiti di velocità imposti in determinate tratte per gestire efficacemente il flusso di veicolo.

In città il limite massimo è di 50 km/h, in autostrada di 130 km/h, nelle strade extraurbane principali di 110 km/h e in quelle secondarie di 90 km/h e così via. Ebbene, chi supera i limiti previsti verrà punito con una sanzione fino a 8.168 euro, la confisca del veicolo e la reclusione qualora non si rispettassero le direttive sull’uso della targa (ogni mezzo deve essere dotato di targa posteriore e anteriore completa di tutti i dati relativi all’omologazione del veicolo). Girare con una targa contraffatta o non propria, dunque, potrebbe costare caro e non solo dal punto di vista economico. Il fermo amministrativo durerebbe tre mesi ma in caso di recidività entro due anni diventerebbe permanente.

La punizione per la targa modificata

Il Codice della Strada prevede serie conseguenze anche per chi circola con una targa modificata. Le sanzioni puniranno sia il titolare del veicolo che il Pubblico Ufficiale che si è reso complice delle modifiche. La pena è fino a tre anni di reclusione secondo quanto stabilito negli articoli 477 e 482 del Codice penale (non vale per coloro che coprono la targa che rimarranno nell’ambito della normativa del Codice della Strada).

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