La detrazione fiscale per ristrutturazioni edilizie si applica sia a singole unità abitative, che a parti comuni di edifici condominiali, e corrisponde al 50% delle spese sostenute.
Prevista nell’art. 16-bis del Dpr 917/86 (ossia il Testo unico delle imposte sui redditi) consisteva in una detrazione Irpef del 36% fino a un massimo di 48mila euro per unità immobiliare. Il decreto Legge 83/2012 ha però elevato la percentuale di detrazione al 50%, fino a un ammontare complessivo di 96mila euro, per lavori effettuati dal 23 giugno 2012 al 30 giugno 2013.
Scadenza in seguito prorogata da decreti successivi e arrivata, con la Legge di Bilancio 2022, al 31 dicembre 2024. La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Un lettore ha inviato il seguente quesito: “Devo sostituire telai, finestre, cassonetti e rotolanti:
Come evidenziato dall’Agenzia delle Entrate, possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), che siano residenti o meno nel territorio dello Stato. Questa agevolazione spetta ai proprietari, ma anche a coloro che hanno diritti di godimento sugli immobili e che ne sostengono le spese.
La detrazione è prevista, tra gli altri, per i lavori di restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e manutenzione straordinaria come “la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso.”
Per poter ottenere la detrazione fiscale sulle ristrutturazioni, le procedure sono state negli anni semplificate. Basta indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali che identificano l’immobile. Nel caso in cui siano stati effettuati dal detentore, vanno inseriti gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
È necessario inviare due comunicazioni. Una andrà all’Azienda sanitaria locale competente per territorio tramite raccomandata A.R., prima di iniziare i lavori, tranne nei casi in cui decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono questo obbligo.
La seconda comunicazione dovrà essere inviata all’ENEA e riguarda solo gli interventi che comportano risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili.
Occorre inoltre conservare ed esibire la seguente documentazione:
Per poter fruire della detrazione del 50% i pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale. Nella causale del versamento va inserito il riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986) e il codice fiscale del beneficiario della detrazione. Oltre al codice fiscale, oppure numero di partita Iva, del beneficiario del pagamento.
Sulle spese che riguardano interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia è prevista l’applicazione dell’Iva con aliquota ridotta al 10%. L’Iva agevolata si applica anche per la fornitura dei soli “beni finiti”, ossia che mantengono la propria individualità seppur inseriti nella costruzione (come porte, infissi esterni, ecc). A prescindere dal fatto che vengano acquistati direttamente dal committente o dalla ditta che esegue i lavori.
Anche sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, sempre realizzati sulle unità immobiliari abitative, l’Iva è ridotta al 10%. Sui beni, invece, l’aliquota agevolata si applica solo se ceduti nell’ambito del contratto di appalto. Quando l’appaltatore fornisce beni definiti “di valore significativo”- come, ad esempio, ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie e videocitofoni- l’Iva ridotta si applica solo sulla differenza tra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni, quindi sulla manodopera. Sul valore residuo si applica l’IVA ordinaria al 22%.
La detrazione del 50% per la sostituzione degli finestre, considerato intervento straordinario, è l’opzione presa in esame con le informazioni in nostro possesso. Data la vastità dell’argomento e le diverse casistiche riguardanti gli interventi possibili sugli infissi, si rimanda il lettore a consultare la guida dell’Agenzia delle Entrate.
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