Gli esperti stimano che nelle prossime settimane i titoli di Stato aumenteranno soprattutto per i cosiddetti flash crash.
Con il termine asset, in campo finanziario, si intende tutto ciò che è scambiato sul mercato finanziario, come azioni, titoli (o bond), valute o materie prime.
Un flash crash si verifica nel momento in cui il prezzo di un asset (di qualsiasi genere) crolla in un periodo di tempo molto breve. Poi recupera in modo veloce.
Insomma, il flash crash non è altro che un movimento veloce al ribasso di un certo titolo. Le cause possono dipendere da errori umani (errato impostazione degli ordini), da falsi segnali delle macchinette oppure da decisioni forzate di operatori esperti.
In passato vari flash crash si sono manifestati sul fronte dei Treasuries Usa, ma anche in area euro. A confermarlo è una ricerca ESMA (European Securities and Markets Authority).
Il flash crash può essere sfruttato anche dai piccoli investitori non esperti. Ad esempio, mettendo ordini a revoca su quotazioni nettamente al ribasso. Questi ordini restano validi fino a una certa data, ma possono essere annullati da chi li ha emessi.
Tra i BTP quelli decennali o a lunga scadenza possono rimanere coinvolti. Ad esempio, inserendo un buy su una quotazione inferiore di un 15% o di un 20% a quella in corso si potrebbe “incontrare” un flash crash. Di solito le piattaforme di trading non accettano differenze di prezzo oltre il 10%, ma rivolgendosi a operatori telefonici tale limite non esiste. Comunque, anche se con percentuali basse il rendimento economico è piuttosto alto.
Interessante i dati sviluppati dalla ricerca ESMA che segnala che ci sono alcuni segnali da tener presente se si presenta un flash crash.
Infatti, di solito prima che si manifesti la rapida caduta di un titolo, la liquidità dei mercati crolla o sul titolo specifico o su un asset determinato. Così avvenne il 29 maggio 2018 quando i titoli di Stato italiani ebbero una rapida caduto e poi rialzo. Dapprima si verificò un aumento degli scambi sui relativi contratti future.
Accadde la stessa cosa anche il 7 maggio 2015 per i Bund tedeschi, mentre per i governativi USA (che però la ricerca ESMA non ha preso in considerazione), i casi sono più numerosi e recenti.
In presenza di condizioni favorevoli, o in sedute del mese di agosto decisamente particolari come quelle prima e dopo le elezioni politiche, la possibilità che i titoli di Stato possano essere colpiti da flash crash è più alta. Anche se, le variazioni delle quotazioni non sono così superiori come nei casi sopra riportati.
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