In pensione a 63 anni con Ape Sociale? Si tratta di un’occasione riservata ad una specifica categoria di lavoratori. Ecco tutti i requisiti.
I camionisti ed i conducenti di mezzi pesanti hanno la facoltà di accedere alla pensione al compimento dei 63 anni di età, attraverso l’Ape Sociale.
L’attività lavorativa in questione, infatti, è considerata usurante e, per tale motivo, chi la svolge ha diritto ad una serie di vantaggi e benefici, anche in ambito pensionistico. Sono richiesti, però, determinati requisiti e condizioni.
I camionisti possono smettere di lavorare in anticipo, grazie all’Ape Sociale. Quest’ultima è una misura, introdotta nel 2017, che consente l’anticipo pensionistico, solo a specifici gruppi di lavoratori. La legge, inoltre, richiedere il possesso di particolari presupposti contributivi, anagrafici e reddituali.
Analizziamo, dunque, lo strumento nel dettaglio e scopriamo in che modo i camionisti possono usufruire del pensionamento anticipato.
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L’Ape Sociale è un’indennità erogata dall’INPS ai lavoratori che si trovano in condizioni di difficoltà o che svolgono determinate attività lavorative. Consente di andare in pensione al raggiungimento dei 63 anni di età. È stata prevista dalla Legge di Stabilità del 2017 ed è stata prorogata per tutto il 2022.
Possono beneficiare di tale strumento i lavoratori dipendenti (pubblici e privati), autonomi ed iscritti alla Gestione separata, che ricoprono una delle seguenti posizioni:
A quanto ammonta l’importo della rata mensile dell’Ape Sociale? Esso è uguale alla rata della pensione, calcolata al momento della domanda; in ogni caso, non può essere superiore a 1.500 euro. A tale somma, inoltre, non si applicano tredicesima, rivalutazione o integrazione al trattamento minimo.
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I mestiere del camionista è qualificato come usurante. Guidare un camion o condurre mezzi pesanti per il trasporto di merci o persone (come autobus o pullman), infatti, sono attività lavorative che, secondo l’INAIL e l’INPS, giustificano una maggior tutela previdenziale. I lavoratori di tale settore, infatti, possono beneficiare della pensione anticipata a 63 anni, con l’Ape Sociale.
Con le ultime Leggi di Bilancio, inoltre, è stata ampliata la platea dei lavori gravosi; tuttavia, sono rimasti esclusi altri, seppur simili, come i taxisti o i conducenti dei mezzi di trasporto non pesanti. Per loro, dunque, è preclusa la possibilità di accedere all’Ape Sociale.
L’esclusione dal novero dei lavori usuranti di attività molto simili a quelle contenute nell’Allegato alla Legge di Bilancio è stata considerata, da molti, come una vera e propria ingiustizia. Per questa ragione, non si esclude che il legislatore decida di intervenire e che, presto, inserisca tra i lavori pesanti anche tanti altri mestieri.
La legge prevede una serie di presupposti che i camionisti devono soddisfare, se intendono andare in pensione anticipatamente, con l’Ape Sociale.
Poiché si tratta di un’indennità, la misura non è compatibile con altri strumenti di sostegno al reddito, come l’indennità di disoccupazione Naspi, l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale, il reddito di emergenza Covid e l’indennità ISCRO. È compatibile, invece, con l’Assegno Sociale e con il Reddito di Cittadinanza.
I percettori dell’Ape Sociale, inoltre, possono svolgere un’attività lavorativa diversa, rispettando i limiti di reddito di 8.000 euro annui (come dipendente o parasubordinato) e di 4.800 euro annui (come autonomo).
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