Il contagio da Covid 19 non deve essere curato con alcuni farmaci che, invece, vengono prescritti da medici privati e ospedalieri.
Il professor Matteo Bassetti direttore del DIAR Malattie infettive della Liguria sottolinea come quattro cure indicate non servano a nulla, anzi peggiorano il quadro generale.
Il Covid continua a far parlare di sé nonostante lo stato di emergenza si sia concluso in primavera. L’ultima variante si diffonde in fretta – l’Omicron 5 – ma è meno pericolosa e dalla risoluzione più veloce. Proprio con riferimento alla cura del virus il professore Bassetti ha avanzato delle conclusioni durante un Convegno a Barcellona in cui stravolge le prassi seguite dalla maggioranza dei dottori. Ben quattro cure non solo sarebbero inutili ma addirittura peggiorerebbero il quadro generale della salute del paziente. Fin dall’inizio della pandemia si è capito che lo studio di questo virus avrebbe portato a conclusioni confusionarie. Dubbi sull’origine, teorie differenti sui vaccini, varietà di sintomi e conseguenze e disaccordi sulle modalità di cura, non sono bastati due anni e mezzo per trovare un indirizzo comune. E ora la notizia che probabilmente aver seguito la prescrizione del proprio medico è stato un errore.
Il professore Bassetti durante un convegno a Barcellona ha dimostrato, dati alla mano, un incremento dei batteri resistenti agli antibiotici tra il 20 e il 40% nel post Covid per chi ha assunto questo tipo di farmaco. Privati e medici ospedalieri hanno somministrato in modo indiscriminato ed erroneamente antibiotici – secondo Bassetti – raddoppiando il numero di batteri resistenti agli stessi.
La mortalità dei microrganismi, dunque, risale significativamente a causa di un uso illogico del farmaco, sia in casa che in strutture ospedaliere. Nello specifico, sono quattro le cure inutili che attualmente vengono ancora prescritte. Si inizia con l’azomitrocina, completamente inutile nella cura del Covid – ribadisce a gran voce il Professore. Si continua con l’idrossiclorochina, il cortisone se non si è in deficit di ossigeno e il plasma imperimmune.
Mentre ancora si discute sulla cura migliore in caso di Covid, i contagi sono in risalita Ciò che conta veramente – a parere di Bassetti – non è il numero di positivi ma come si manifesta la malattia, quante persone finiscono in ospedale, quanti si ammalano di polmoniti e quanta gente, invece, è asintomatica. Due anni di pandemia avrebbero dovuto far capire che abbiamo a che fare con un virus subdolo. Un virus che agisce in vari modi e attacca le persone in maniera differente.
Proprio a causa di questi cambiamenti è necessario rivedere alcune regole – come quella della quarantena o dei tamponi – in vista di un nuovo possibile aumento della curva dei contagi.
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