Grazie al congedo straordinario, i dipendenti possono assentarsi da lavoro per prestare assistenza a familiari disabili gravi con Legge 104.
La disciplina in materia di lavoro e previdenza riconosce numerosi benefici ai disabili ed ai familiari che li assistono.
Tra essi, câè il diritto di richiedere un congedo straordinario retribuito. Di cosa si tratta? Di unâassenza da lavoro, finalizzata alla cura del disabile, durante la quale il lavoratore riceve comunque unâindennitĂ (di solito, essa è a carico dellâINPS ma anticipata dal datore di lavoro).
Vediamo, dunque, quando si può ottenere e a chi spetta.
Per ulteriori dettagli, consulta il seguente articolo: âAgevolazioni legge 104: permessi retribuiti e congedo straordinario, i dettagli poco conosciutiâ.
Una nostra gentile Lettrice ha inviato il seguente quesito:
âBuongiorno, se possibile, avrei bisogno di un chiarimento. Lavoro da 16 anni in una Rsa, tramite contratto a tempo pieno. Mia madre, purtroppo, si è ammalata per una patologia oncologica e necessita di assistenza. Sarei interessata, quindi, a richiedere il congedo straordinario con Legge 104. In che modo funziona? In attesa di riscontro, Cordiali Saluti.â
Chiariamo subito quali sono le condizioni imposte dalla normativa per usufruire del permesso.
Possono richiedere il congedo straordinario i lavoratori dipendenti, in base a tale ordine di prioritĂ :
In tutte le seguenti ipotesi, la convivenza con la persona affetta da disabilitĂ deve sussistere prima dellâinizio del periodo di congedo e deve essere preservata per tutta la sua durata.
Sono, invece, esclusi dalla fruizione del congedo straordinario:
Il periodo di assenza retribuita dal lavoro ha una durata massima di 2 anni, nellâarco dellâintera carriera lavorativa del richiedente. Questa soglia riguarda tutti gli aventi diritto, per ogni disabile grave. Ciò significa che non è consentito il cd. raddoppio; chi ha piĂš di un familiare disabile può utilizzare il congedo, ma non può comunque eccedere i 2 anni complessivi.
Il beneficio è fruibile anche in maniera frazionata, a giorni. Per evitare il conteggio anche dei giorni festivi e dei sabati e delle domeniche, bisogna riprendere il lavoro tra un periodo di fruizione e lâaltro.
Con il Decreto legislativo 105/2022, entrato in vigore a metĂ agosto, è stata abolita la figura del cd. referente unico. Ă, dunque, consentito anche a piĂš di un lavoratore richiedere lâagevolazione per assistere lo stesso familiare disabile. Lo scopo della modifica è quello di âconciliare lâattivitĂ lavorativa e la vita privata per i genitori e i prestatori di assistenza, nonchĂŠ di conseguire la condivisione delle responsabilitĂ di cura tra uomini e donne e la paritĂ di genere in ambito lavorativo e familiareâ.
LâindennitĂ per il congedo straordinario è pari alla retribuzione percepita nellâultimo mese di lavoro effettuato.  I periodi di assenza, inoltre, non rilevano ai fini della maturazione di ferie, tredicesima e TFR, ma sono utili per il calcolo dellâanzianitĂ assicurativa. Sono, infatti, coperti da contribuzione figurativa, valida sia per il diritto sia per la misura dellâassegno pensionistico.
Consulta anche il seguente articolo: âCongedo straordinario per legge 104: quanto si guadagna? La cifra è inimmaginabileâ.
Se vengono meno i requisiti sanitari e amministrativi stabiliti dalla normativa, si perde il diritto al congedo e, dunque, si procederĂ con il recupero di quanto ricevuto.
Per ottenere il congedo straordinario è necessario che sussistano i seguenti requisiti:
à richiesto, tuttavia, che il disabile non sia ricoverato a tempo pieno presso strutture ospedaliere pubbliche o private. Tale regola, però, conosce delle eccezioni, stabilite dalla Circolare INPS n. 32 del 6 marzo 2012. Nello specifico:
La domanda per il beneficio va inoltrata in via telematica, tramite lo specifico servizio messo a disposizione dallâINPS. In alternativa, è possibile utilizzare i seguenti metodi:
Lâinteressato, inoltre, ha lâobbligo di comunicare allâINPS e al datore di lavoro ogni eventuale modifica delle situazioni contenute nella richiesta inviata.
Contro il rigetto della domanda, si può presentare ricorso al Comitato Provinciale della struttura territoriale INPS competente. Oltre al ricorso, è sempre possibile adire le vie legali.
Il termine comune per lâemanazione dei provvedimenti è di 30 giorni, ai sensi della Legge n. 241/1990. In alcune ipotesi, però, la legge può prevedere dei termini diversi. I termini superiori ai 30 giorni, si possono consultare nella tabella a disposizione sul sito dellâEnte previdenziale.
Se hai dubbi o vuoi porre una domanda di carattere previdenziale, fiscale e legge 104, invia qui il tuo quesito.
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