Per il prossimo anno sono previste novità anche per la pensione di invalidità, soprattutto in relazione ai limiti reddituali e agli importi.
Dal 1° gennaio 2023, cambieranno alcuni dei principali requisiti per accedere alla pensione di invalidità.
Innanzitutto, gli effetti della rivalutazione al 7,3% degli assegni (con esclusione del 2% di incremento anticipato già percepito) riguarderanno anche le prestazioni di invalidità. Cambieranno, inoltre, i limiti di reddito per la fruizione del sussidio economico.
Cosa dovranno aspettarsi i beneficiari? Scopriamolo insieme.
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Come cambieranno gli assegni riconosciuti mensilmente agli invalidi? Dal prossimo 1° gennaio, gli importi saranno i seguenti:
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L’aumento dell’ammontare della pensione di invalidità causerà anche l’innalzamento dei limiti reddituali da rispettare per poter presentare domanda per i sussidi.
Attualmente, per ricevere i diversi assegni di invalidità, bisogna rispettare le seguenti soglie di reddito:
Come anticipato, la rivalutazione al 7,3% comporterà la modifica di tali tetti reddituali.
Per gli importi aggiornati corretti si attende l’ufficialità dell’INPS. Secondo le indiscrezioni, per usufruire delle prestazioni economiche di invalidità, saranno necessari i seguenti redditi:
La pensione di invalidità è una prestazione assistenziale riservata agli invalidi civili dal 74% al 99% (a cui spetta il cd. assegno mensile di assistenza) e agli invalidi totali (che percepiscono la cd. pensione di inabilità).
Ma come si presenta la domanda per il sussidio? Il primo passo da compiere è recarsi presso il proprio medico curante. Quest’ultimo deve inviare all’INPS il cd. certificato introduttivo, contenente tutti i dati richiesti.
Entro 90 giorni dall’invio telematico di tale documentazione, poi, il richiedente deve presentare, attraverso il sito dell’Istituto previdenziale, domanda per la visita di controllo. Essa dovrà essere sostenuta nella data, nell’ora e nel luogo indicati nella raccomandata A/R ricevuta dal richiedente.
Attraverso la visita, la Commissione medica dell’ASL competente (integrata da un medico dell’INPS) verifica le condizioni di salute del paziente. Al termine, emette un verbale col quale decide se ci sono le condizioni per il riconoscimento di una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%. Solo in quest’ultimo caso, infatti, si può usufruire dei sussidi economici INPS.
Nell’ipotesi di esito negativo, il richiedente ha la facoltà di presentare ricorso. Ci sono due tipi di ricorso:
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