Tema di grande importanza quello della classe energetica della casa: ecco quali sono, cosa sapere e la questione direttiva europea
La questione inerente la classe energetica della casa è sempre maggiormente rilevante di recente e si lega tanto a chi vuole acquistare quanto o a chi vuole affittare: quali sono a seguire, e il punto sulla questione direttiva europea.
Al fine di valutare un immobile, la classe energetica della casa è diventato un elemento di sempre maggior rilevanza. E ciò dal momento che va ad incidere in merito al prezzo di vendita, cosĂŹ come sul canone dellâabitazione.Â
In sostanza, diventa piÚ complicata la vendita di un appartamento che abbia una bassa classe energetica. E la ragione si lega al fatto che piÚ è alta la classe e minore sarà la dispersione del calore, con relative conseguenze sulla questione consumi.
Ma questo è soltanto uno dei motivi della rilevanza del punto. In questo periodo difatti, in sede Unione Europea, si discute una direttiva che potrebbe andare a mettere anche fuori mercato tutte le case con classe energetiche basse.
Ma si proceda con ordine, anzitutto vedendo cosâè lâApe, lâattestazione di classe energetica, e quali sono le varie classi.
Tanti gli elementi che destano attenzione quando in generale si affronta il tema della casa: ad esempio, non tutti sanno del costo medio di una casa in Italia: ecco a quanti anni di lavoro equivale.
Tornando al punto in oggetto, al fine di comprendere quale sia la classe energetica di appartenenza circa la propria casa, occorre il possesso dellâApe. Ovverosia, trattasi di un documento che ha le caratteristiche, dal punto di vista energetico dello stabile o appartamento.
Ă un certificato che va esibito tutte le volte in cui si va a procedere ad un atto di compravendita. CosĂŹ come nel caso della donazione o locazione dello stesso.
Anzitutto la prestazione energetica globale, la quale si esprime nel termine dellâenergia primaria totale. E ancora, primaria non rinnovabile. Poi la qualitĂ del fabbricato dal punto di vista energetico. E dunque indici di prestazione termica utile in merito alla climatizzazione invernale. CosĂŹ come lâarea solare equivalente. E poi, la trasmittanza termica periodica.
Devâesservi la classe energetica, la cui determinazione avviene mediante lâindice della prestazione energica globale.
Proseguendo con ciò che deve contenere lâApe, vi sono poi i requisiti minimi circa lâefficienza energetica e le caratteristiche termo-igrometriche. Poi, gli indici circa la prestazione energetica rinnovabile e non, e quella elettrica esportata, cosĂŹ come le emissioni di anidride carbonica.
La quantitĂ allâanno dellâenergia che viene consumata e lâelenco dei servizi, dal punto di vista energetico, e inerenti efficienza. Infine lâindicazione in merito al miglioramento dellâefficienza (energetica) con proposte in merito ad interventi rilevanti e cui vi è convenienza dal punto di vista economico.
Le classi energetiche circa le case sono 7. La A è quella maggiormente green e la piĂš alta, mentre la G è quella considerata minore, unâottica efficienza.
La stessa classe A poi si va a suddividere in altre 4 sottoclassi, dal numero uno al numero quattro.
Ă lâEPgI a stabilire le classi. Ovverosia, lâindice di prestazione energetica globale. Ciò va a segnalare i kWh a metro quadro necessario in un anno. E tale punto rispetto ad alcuni elementi.
Riscaldare lâambiente nella stagione fredda e rinfrescarlo durante lâestate. La produzione dellâacqua calda, lâilluminazione dellâambiente e la ventilazione dello stesso.
Chi redige lâApe? à un tecnico abilitato che redige lâApe. Si tratta cioè di un ingegneri, architetti, geometri. Attualmente, non vi è la presenza di un elenco ufficiale di certificatosi. In talune regione vi è stata stilata la lista dei tecnici, un elemento che può esser trovato sui portali energetici relativamente alle Regioni.
Quanto costa lâApe? Per quanto riguarda il costo dellâApe, ciò si lega ai metri quadri della casa. Mediamente va fra i centocinquanta e i duecento cinquanta euro.Â
Quanto dura lâApe? Il certificato vale per dieci anni. Qualora intanto fossero stati fatti lavori di ristrutturazione, occorrerĂ una nuova attestazione.
In taluni casi non è obbligatorio, ma soltanto in alcuni casi. Ovvero quanto si tratta di fabbricati isolati con superficie utile tot. sotto i cinquanta Mq. E ancora, nel caso di fabbricati industriali e artigianali, agricoli oppure rurali, allâesterno delle aree residenziali che non abbiano climatizzatore. Poi circa ruderi ed edifici che sono adibito a luogo di culto, e ancora box, cantina, autorimessa.
Classe A: Per quanto riguarda la classe A, occorre, al fine di rientrarvi, che lâEpg sia compreso tra 0,80 ed 1. Inoltre, occorre che lâedificio abbia anche serramenti con doppio vetro e il cappotto termico (in genere). E poi che si usino fonti rinnovabili energetiche, quali pannelli fotovoltaici e solari.
Classe B:Â occorre un Epg tra 1 e 1.20. Ne fa parte lâedificio che allâesterno abbia pannelli isolanti.
Classe C: Epg tra 1.20 e 1.50. Generalmente vi è un adeguato isolamento circa gli ambienti. Sui termosifoni vi sono delle valvole termostatiche. Caldaie a condensazione.
Classe D:Â Epg tra 1.50 e 2. Vi sono spesse volte i doppi vetri. PiĂš spesse del solito le mure perimetrali.
Classe E: Tra 2 e 2.60 lâEpg. In tale appartamento vi è giĂ stata lâintroduzione di primi accorgimenti al fine di permettere risparmio energetico. E dunque, le caldaie, pur se poco efficienti, a metano. Sono state fatte delle coibentazioni, pur se con tecniche che si possono considerare superate.
Classe F e G: Le ultime, di minor efficenza in ottica energetica. LâEpg è superiore a 2.60. Case che hanno quale riscaldamento vecchie caldaie a gasolio. Infissi in legno, vecchi. Alcun accorgimento in ottica risparmio energetico.
Il punto è rilevante, come detto, anche rispetto alla direttiva europea che si sta discutendo. A meno di rinvii, dovrebbe esservi lâapprovazione da parte della Commissione Energia del Parlamento Ue, definita entro il 13.03.
Attualmente oggetto delle discussioni riguardano le tempistiche. Secondo quanto previsto dalla norma, entro il 2030 ciascun edificio dovrebbe raggiungere la Classe E. Entro il 2023 ciascuno dovrebbe raggiungere la D e fra il 2040 â 50, ci si pone come obiettivo quello delle emissioni 0.
Per quanto riguarda lâItalia, il 60% degli edifici è compreso tra classe G ed F. Dunque, a partire dal 2023, non sarebbero in regola.
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