L’IMU è la tassa statale che si deve pagare se si possiede un immobile sul territorio comunale: c’è l’esenzione se si tratta di prima casa.
L’Imposta municipale unica (IMU) non dovrà essere pagata se l’immobile è considerato abitazione principale e classificato nelle categorie A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 e relative pertinenze.
Invece, l’IMU è dovuta sulle seconde case e per le abitazioni classificate come categoria di lusso: villa, abitazione signorile, castello. Attenzione però c’è un caso in cui l’esenzione dell’IMU prima casa si perde: quando si chiede il congedo con legge 104 per assistere un familiare con disabilità grave.
Secondo la normativa la prima casa è esente dall’IMU purché ci siano due condizioni imprescindibili: la dimora abituale e la residenza anagrafica. Queste condizioni sono legate a doppio filo e occorrono entrambe per ottenere l’esenzione IMU prima casa. Per chiedere il congedo straordinario di due anni con legge 104 per assistere un familiare disabile grave, una persona deve dimostrare la convivenza. Ovvero, è necessario cambiare la residenza e trasferirsi presso l’abitazione del familiare.
Quindi, si capisce che esenzione IMU prima casa e congedo legge 104 non sono compatibili. Infatti, il cambio di residenza che prevede il congedo trasforma automaticamente la prima casa in una seconda casa. Di conseguenza, si perde il beneficio dell’esenzione IMU e si deve pagare l’imposta sulla casa.
Tuttavia, con la dimora temporanea si può evitare tutto questo e, quindi, si può ottenere il congedo legge 104 e beneficiare dell’esenzione INU prima casa nello stesso tempo.
In pratica, è la possibilità di trasferirsi in un altro Comune senza però stabilirne la residenza. Si può chiedere solo per 12 mesi superati i quali la persona è obbligata a cambiare la residenza.
In questo caso, però, bisogna prima presentare la richiesta di dimora temporanea al Comune e solo dopo averla ottenuta richiedere all’INPS il congedo legge 104 per godere dell’agevolazione lavorativa.
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