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Pensioni

In pensione con 15 anni di contributi, pochi ma sufficienti conoscendo gli scivoli giusti

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I lavoratori con soli quindici anni di contributi potrebbero poter andare in pensione ma solo ad alcune condizioni.

Nel 2024 sarĂ  ancora possibile andare in pensione con 15 anni ma solo appartenendo ad alcune categorie di cittadini, tre nello specifico.

15 anni di contributi bastano per la pensione, in quali casi – Informazioneoggi.it

I lavoratori sono in attesa di conoscere le novità apportate dalla Legge di Bilancio 2024. Attendono di capire quali scivoli consentiranno loro il pensionamento ad anno nuovo. Naturalmente sarà ancora possibile accedere alla pensione di vecchiaia (67 anni di età e 20 di contributi), alla pensione anticipata ordinaria (42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne) e alla pensione per i precoci (41 anni di contributi di cui uno maturato prima dei 19 anni – appartenendo ad una categoria dell’APE Sociale).

Dubbi sulle altre forme di pensionamento anticipato concesse ai cittadini. Quota 41 per tutti? La proroga di Quota 103? E che fine faranno l’APE Sociale e Opzione Donna in scadenza il 31 dicembre 2023? Tutti scivoli che prevedono, però, tanti anni di contributi, da 30 in su. Ma chi ha solo 15 anni di contribuzione maturata come può lasciare il lavoro?

Pensionamento con 15 anni di contributi, non è utopia: ecco gli scivoli

Chi ha meno di 20 anni di contributi non deve vedere il pensionamento come un traguardo irraggiungibile. Tre vie di uscita ci sono ma presuppongono la soddisfazione di specifiche condizioni che, purtroppo, non tutti i lavoratori possono soddisfare. Parliamo delle tre Deroghe Amato, le cosiddette “pensioni quindicenni”.

Come funzionano le tre Deroghe Amato – Informazioneoggi.it

Prevedono la possibilità di andare in pensione a 67 anni di età al pari della pensione di vecchiaia e dell’assegno sociale. Richiedono 15 anni di contributi versati, però, molto tempo fa.

La prima deroga garantisce il pensionamento con 15 anni di contributi versati prima del 1993. Significa, dunque, che nel 2024 potranno ottenere la pensione i lavoratori/lavoratrici nati nel 1957 che hanno iniziato a lavorare a 20 anni completando al 31 dicembre 1992 i 15 anni di contributi.

La seconda Deroga si rivolge a chi al 31 dicembre 1992 era stato autorizzato alla prosecuzione volontaria anche se, alla fine, i versamenti volontari non sono stati effettuati dopo aver ricevuto l’autorizzazione dell’INPS. Serve, dunque, solo l’autorizzazione e non aver versato realmente somme.

Infine la terza Deroga Amato. Permette ai lavoratori con dieci anni di contributi e con meno di 52 settimane di contributi maturati per anno di ottenere la pensione. Condizione necessaria è che il primo contributo dei quindici necessari sia stato versato 25 anni prima la data di presentazione della domanda di pensionamento sfruttando la terza Deroga Amato. Inoltrando richiesta nel 2024 significa aver versato il primo contributo antecedentemente al 1999.

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