Per la corretta fruizione del congedo straordinario i beneficiari devono rispettare una serie di vincoli, necessari per assicurare assistenza costante al disabile.
I lavoratori dipendenti che si occupano di un familiare disabile grave possono richiedere il congedo straordinario e assentarsi per due anni dal lavoro.
Allo stesso tempo, continuano a percepire la normale retribuzione per mezzo di unâindennitĂ e hanno diritto al versamento dei contributi figurativi.
Tutte queste garanzie hanno lo scopo la conciliazione dello svolgimento dellâattivitĂ lavorativa con il dovere di assistenza ed evitare, cosĂŹ, che un soggetto bisognoso di cure costanti ne resti privo.
Bisogna, tuttavia, ammettere che accudire un disabile grave è unâattivitĂ tuttâaltro che semplice, perchĂŠ comporta dei sacrifici e dei compromessi. Per questo motivo, anche i caregivers hanno la possibilitĂ di ritagliarsi, durante la fruizione del periodo di congedo, dei momenti per se stessi, da dedicare allo svago e alle attivitĂ personali.
Ci sono, però, delle regole da seguire e degli accorgimenti da rispettare per evitare la sospensione del congedo o, addirittura, il licenziamento.
Una Lettrice ha inviato il seguente quesito:
âSalve, sto usufruendo dei 24 mesi della Legge 104 per assistere mia madre, con la quale convivo. Vorrei sapere se posso allontanarmi da casa una volta a settimana, quando mia madre è seguita da altra persona, per andare a fare una passeggiata con unâamica o dal parrucchiere. Insomma, possono dedicare del tempo esclusivamente a me stessa? Grazieâ.
Coloro che assistono un familiare disabile grave e beneficiano del congedo straordinario possono assentarsi per qualche ora per svolgere faccende personali?
Sul punto, purtroppo, la normativa non è molto chiara perchÊ non prevede esplicitamente dei limiti e non specifica per quanto tempo debba essere garantita la cura.
La circostanza che sia richiesto il requisito della coabitazione con il disabile grave, tuttavia, presuppone che questâultimo non possa essere lasciato solo.
La legge non elenca quali sono le attività ammesse e quali quelle vietate e, per questo motivo, è intervenuta la giurisprudenza.
Per i giudici, sono lecite tutte le attivitĂ correlate al dovere di cura, ad esempio recarsi dal medico oppure andare a fare la spesa per preparare da mangiare allâassistito. Ă, infatti, essenziale tutelare sempre lâinteresse del disabile.
Bisogna, dunque, affidarsi al buonsenso, anche perchÊ la giurisprudenza è abbastanza rigida sulla questione. PiÚ volte la Corte di Cassazione ha dichiarato legittimo il licenziamento di un dipendente che ha destinato alcune ore di permesso alle proprie esigenze personali, non correlate alla cura del disabile.
I Giudici hanno condannato dipendenti che, durante il congedo straordinario o i permessi 104, sono andati in vacanza oppure fuori a cena con amici o, ancora, dallâestetista o dal parrucchiere, anche solo per poche ore. Non basta, dunque, dedicare la maggior parte del tempo allâassistenza del disabile.
Attenzione, perchĂŠ i datori di lavoro potrebbero sempre disporre dei controlli, per accertare che lâutilizzo dei benefici concessi dalla Legge 104 avvenga in maniera corretta.
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