Non si fermano le polemiche sulla qualità dei prodotti alimentari che arrivano in tavola, anche quelli dichiarati “bio”.
A seguito della scoperta di Oko Test, una rivista per consumatori tedesca, due aziende sono state costrette ad ammettere le irregolarità e hanno tolto dal mercato le confezioni di riso “incriminate”.
Potremmo pensare che in Italia il pericolo non esista, invece i consumatori sono sempre più in balia delle scelte dei produttori/venditori, che non sono sempre in regola con le Leggi vigenti.
L’aspetto preoccupante è che a volte scoppiano degli scandali, ma fino ad allora le persone portano in tavola cibi potenzialmente molto pericolosi per la salute. Riportiamo il caso delle marche di riso, che ha suscitato sgomento.
Oko Test è una rivista per consumatori che regolarmente effettua dei campionamenti, per tutelare appunto i clienti che acquistano cibo, bevande o altri prodotti.
A seguito di un esame condotto su 21 marche di riso, di cui 11 certificate come biologiche, sono emersi dettagli sconcertanti. All’interno dei chicchi di riso sono stati trovati elementi pericolosissimi, in quantità molto superiori a quelle consentite. Parliamo di arsenico, cadmio, componenti degli oli minerali (Moah) e pesticidi. 5 prodotti tra i 21 sono stati giudicati “scarsi” o “inadeguati”, e solamente 4 su 21 hanno ottenuto il massimo del punteggio.
“Arsenico, olio minerale, veleno spray: tutto questo sta in un piccolo chicco di riso. Anche se è biologico. Nessun altro riso nel test ha così tante detrazioni come il riso naturale della marca Norma Bio-Sonne” è ciò che pubblicano gli esperti di Oko Test nella loro relazione, presente nel sito ufficiale. Tra gli ingredienti ritrovati anche il pesticida 1,2-dicloroetano, che è vietato in Europa.
Dopo che i produttori di riso avevano letto il report di Oko Test hanno effettuato delle analisi interne. Il marchio Norma ha dato conferma degli esiti della rivista dei consumatori e ha quindi deciso di togliere dalla produzione il riso integrale dalla gamma.
Anche Rapunzel che produce e vende riso bio, ha confermato l’esito delle analisi e ha deciso di bloccare le vendite del riso in oggetto, contestualmente al ritito dei lotti ancora presenti sugli scaffali.
Viene da chiedersi come mai un’azienda non si accorga della qualità dei prodotti che sta producendo e vendendo e cosa sarebbe successo se non fosse intervenuta la rivista per consumatori. Purtroppo la situazione è la medesima ovunque, non solo in Germania.
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