Chi riceve un immobile in eredità è obbligato a provvedere ad una serie di adempimenti, come tasse, volture e trascrizioni, per non incorrere in sanzioni.
Gli immobili sono i beni che si ricevono in eredità più complicati da gestire, perché la legge prevede diversi oneri in capo agli eredi.
Le incombenze sono maggiori se ci sono più chiamati all’eredità che hanno diritto ad una quota dello stesso immobile. In questi casi, nasce una comunione ereditaria, che potrebbe creare una serie di problematiche.
Per risolvere eventuali contrasti, i coeredi possono:
La legge prevede anche un altro metodo per ricevere un immobile in successione e, in particolare, senza essere erede.
Lo strumento è quello del legato testamentario, che sussiste quando il testatore lascia a un soggetto uno o più beni specifici e non l’intera quota di eredità.
In tal modo si può, per esempio, lasciare un immobile ad una persona alla quale il defunto era particolarmente legato ma che non apparteneva al nucleo familiare.
Chi, invece, eredita una casa deve provvedere ad importanti adempimenti.
Gli eredi di immobili devono necessariamente presentare la Dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate, entro 12 mesi dalla data di apertura della successione.
La Dichiarazione va inviata a prescindere dal valore catastale e commerciale degli immobili ed obbliga anche coloro che acquistano diritti reali immobiliari diversi dalla piena proprietà. Vi rientrano, ad esempio, l’usufrutto, l’uso, l’abitazione, l’enfiteusi, le servitù.
Per la Dichiarazione non serve sempre l’intervento del notaio, ma basta rivolgersi ad un CAF o a un commercialista.
La presenza del notaio è, invece, necessaria per la cd. continuità delle trascrizioni, cioè quando si devono scovare tutti i proprietari precedenti agli eredi e integrare eventuali trascrizioni mancanti.
I soggetti che ereditano un immobile sono anche tenuti ad effettuare le trascrizioni e le volture catastali.
La trascrizione consiste nella registrazione dei nomi del nuovo o dei nuovi proprietari nei pubblici registri immobiliari e serve ad attestare l’intervenuta modifica. Va effettuata entro 30 giorni dall’inoltro della Dichiarazione di successione.
La voltura catastale, invece, serve per aggiornare le informazioni contenute al catasto e va compiuta entro 60 giorni dalla trascrizione.
Evidenziamo, tuttavia, che si tratta di procedure molto complicate e, per questo motivo, è sempre opportuno rivolgersi ad un professionista abilitato.
Ciascun coerede che acquista la proprietà sull’immobile oggetto della successione ha il potere di stipulare un contratto di locazione. Per i giudici, infatti, si tratta di un atto di gestione ordinaria che, dunque, non necessita dell’approvazione degli altri eredi.
Il discorso è, invece, differente nel caso di vendita dell’immobile, per la quale è obbligatorio il consenso di tutti i coeredi.
La legge stabilisce che c’è un erede che non può mai essere cacciato dalla casa oggetto di successione, nemmeno nel caso in cui tutti i nuovi comproprietari vogliano sfrattare l’immobile.
Si tratta del coniuge superstite del defunto, che ha per sempre il diritto di abitazione nella casa dove risiedeva prima del decesso del coniuge.
Questo diritto non può essere impedito o limitato né dal defunto, tramite testamento, né dai figli e rimane anche nel caso in cui gli eredi vendano l’immobile.
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