Rischio pesticidi nei prodotti agricoli e nel pesce? L’informazione sulla corretta alimentazione è sempre più importante anche su impulso UE.
Mangiare bene è l’imperativo per un numero crescente di persone. Oggigiorno infatti sempre più cittadini si chiedono quale alimentazione sia più opportuna per la propria salute, evitando le contaminazioni legate ai pesticidi chimici. E’ notizia recente quella secondo cui, per una decisione ad hoc della UE, da qui al 2030 dovranno essere sensibilmente ridotti i pesticidi – e proprio ciò porta a pensare che non tutto quello che mangiamo faccia davvero bene all’organismo.
Anche la frutta e la verdura debbono ritenersi a rischio per la salute delle persone? Ebbene, proviamo a fare un po’ di chiarezza a riguardo.
Se è vero che l’agricoltura – per definizione – dovrebbe fornire prodotti sani e naturali, la realtà pare un po’ diversa. Mentre da un lato il tema della salute pubblica implica importanti questioni sulle pratiche correnti in agricoltura, dall’altro nel bersaglio del Ministero della Salute è da tempo finito il pangasio, un pesce venduto a prezzo ridotto nei supermercati, ma pescato in acque contaminate dell’Asia e dell’Egitto. Ricorda la vicenda del pesce persico del Nilo: pesci di gusto gradevole ed economici che, però, nascondono insidie per la salute.
In particolare, il pangasio solitamente è allevato in piscicoltura e con nutrimento a base di cereali. Tra gli esperti, c’è chi ha avanzato l’ipotesi secondo cui dietro il suo allevamento vi possa essere il ricorso ad antibiotici, pesticidi e prodotti chimici nei mangimi.
Non solo. A rischio sono anche le condizioni di allevamento, in quanto l’allevamento intensivo del pangasio può produrre sovraffollamento e condizioni igieniche precarie negli stessi bacini di allevamento, con rischi di malattie. Inoltre, la qualità dell’acqua in cui è allevato il pangasio può condizionare la sua sicurezza alimentare. Basti pensare al caso dell’accumulo di metalli pesanti e sostanze chimiche tossiche all’interno del pesce stesso.
Si chiamano pesticidi chimici ma sarebbe più corretto chiamarli prodotti fitosanitari o anche agrofarmaci o antiparassitari. Ebbene, i pesticidi, in sostanza, sono rappresentati da microrganismi o sostanze chimiche – sia naturali che prodotte industrialmente – usati in agricoltura per distruggere tutto ciò che mette a rischio l’esistenza stessa delle piante coltivate (ad es. parassiti animali o vegetali), come pure la produttività del terreno e la qualità del raccolto.
L’accennata recente decisione della UE di tagliare l’uso dei pesticidi è legata all’uso massiccio fatto finora di questi ultimi. Tanto che, fino ad ora, si stima che il nostro organismo abbia indirettamente assunto quantità di prodotti chimici maggiore delle dosi considerate sicure per la salute.
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