Gli investitori hanno notato un calo del rendimento dei titoli di Stato. Ecco cosa succede e cosa dicono gli esperti del settore.
La FED e la BCE, rispettivamente le banche centrali di Stati Uniti ed Europa, per la seconda volta hanno lasciato invariati i tassi di interesse.
Questo perché l’inflazione non corre più con così veloce come all’inizio e gli effetti si vedono anche sui titoli di Stato. In effetti, il loro rendimento è sceso e gli investitori si chiedono cosa succederà ora e quale sarà la situazione futura.
Gli effetti del calo dei rendimenti sui titoli di Stato si è fatto sentire soprattutto sul BTP 10 anni. Infatti, il rendimento di questo titolo è calato bruscamente in poco tempo, scendendo sotto i 4 punti percentuali (più precisamente a 3,59 punti).
La brusca variazione del BTP 10 anni, che fino a ora non era mai sceso così in basso e che solo a gennaio era arrivato a quota 3,76 punti percentuali, ha creato preoccupazioni sia sul futuro dei titoli di Stato e sia tra gli investitori che non sanno se possono continuare a comprare.
Gli esperti, invece, sono sicuri riguardo al futuro: con ogni probabilitĂ i rendimenti continueranno a scendere.
Per capire cosa devono fare gli investitori bisogna chiarire il rapporto che esiste tra il valore di un titolo e il suo rendimento. Si tratta di un rapporto inversamente proporzionale: quando il rendimento diminuisce, il valore del titolo di Stato tende a salire e viceversa.
Questo rapporto è importante per capire come i titoli di Stato rispondono alle variazioni dei tassi di interesse sul mercato finanziario. Tale dinamica è visibile proprio nei BTP tradizionali che hanno guadagnato punti percentuali in risposta a una rapida diminuzione dei rendimenti. Di conseguenza, gli investitori attratti dai rendimenti in discesa, hanno iniziato ad acquistare i titoli di Stato anche per cercare una stabilità economica e titoli più competitivi da rimettere di nuovo sul mercato.
Tuttavia, i rendimenti che scendono non rendono appetibili tutti i titoli di Stato ma solo quelli tradizionali. Infatti, quelli che seguono l’inflazione, come per esempio i BTP Italia, non sono appetibili come gli altri. Il motivo dipende dalla varietà dei titoli e dalle loro singole caratteristiche.
Insomma, nonostante il calo dei rendimenti, la corsa ad accaparrarsi BTP tradizionali con rendimenti migliori non ferma gli investitori. Anzi, chi ha intenzione di investire dovrebbe puntare proprio su questi che non sono legati all’andamento dell’inflazione e ad altre variabili, come il tempo che passa, e potrebbe portare sempre ottimi risultati.
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