Per beneficiare della pensione anticipata con Opzione Donna bisogna possedere un determinato requisito contributivo. Come si matura?
La Legge di Bilancio 2024 ha prorogato Opzione Donna fino al prossimo 31 dicembre, ma ha apportato delle modifiche ai requisiti di accesso.
Potranno, infatti, andare in pensione prima coloro che hanno 61 anni di età e 35 anni di contribuzione, maturata al 31 dicembre 2023. Rispetto alle vecchie condizioni, dunque, è stata innalzato il presupposto anagrafico.
È, tuttavia, previsto uno sconto di uno o due anni per le lavoratrici che hanno figli. In particolare, per le donne con almeno un figlio, l’età richiesta è di 60, mentre per quelle con due o più figli è di 59 anni.
Rispetto al passato, è stata notevolmente ridotta la platea delle beneficiarie. Possono, infatti, beneficiare di tale strumento pensionistico solo le seguenti categorie di contribuenti:
È rimasto, invece, invariato il requisito contribuivo. Proprio in merito a quest’ultimo, sorgono spesso dei dubbi relativi alla tipologia di versamenti utili per il raggiungimento dei 35 anni richiesti dalla normativa. Valgono anche quelli figurativi? Chiariamo cosa stabilisce il legislatore e quali regole si applicano per l’anno in corso.
Leggi anche: “Rivoluzione Opzione Donna: le novità in vigore dal 1° gennaio 2024 per anticipare la pensione“.
Una Lettrice ha inviato in Redazione il seguente quesito:
“Buongiorno, vorrei sapere se per Opzione Donna i 35 anni di contributi devono essere effettivi oppure valgono anche quelli maturati durante la NASpI. Grazie“.
Chiariamo alla nostra gentile Lettrice che non tutte le tipologie di contributi sono valide per poter accedere a Opzione Donna.
Quali ritenuti compatibili con tale strumento di flessibilità in uscita sono:
Di conseguenza, la Lettrice non può utilizzare i contributi maturati durante la NASpI per richiedere l’anticipo pensionistico.
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Sottolineiamo, inoltre, che non è consentito maturare i 35 anni di contribuzione utili per Opzione Donna attraverso il cumulo o la totalizzazione. Se la contribuente ha maturato, durante la sua vita lavorativa, versamenti in diverse Gestioni previdenziali, potrà sfruttarli unicamente tramite la cd. ricongiunzione.
Si tratta di un istituto che permette, a coloro che hanno contributi in differenti Gestioni, di cumularli tutti presso un’unica Gestione, per percepire una sola pensione. In tal caso, i periodi oggetto di ricongiunzione verranno considerati come accreditati da sempre nel Fondo in cui sono stati riuniti.
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