I familiari di un pensionato defunto hanno a disposizione un abile strumento per ricevere somme maggiorate della pensione di reversibilità.
La pensione di reversibilità è la prestazione a cui hanno diritto i familiari superstiti di un pensionato deceduto. In particolare, possono richiederla: il coniuge o l’unito civilmente, il coniuge separato, il coniuge divorziato titolare dell’assegno di mantenimento e che non ha contratto nuove nozze, i figli minorenni o inabili al lavoro, i figli maggiorenni studenti fino a 26 anni ed eventuali altri familiari a carico del defunto (genitori, fratelli celibi, sorelle nubili).
La prestazione ammonta a una quota percentuale dell’assegno pensionistico che il defunto percepiva oppure che aveva diritto a percepire. Secondo l’attuale normativa, al coniuge solo spetta il 60% della pensione, al coniuge con un figlio spetta l’80%, mentre al coniuge con due o più figli spetta il 100% della prestazione.
Ma non tutti gli eredi sanno che possono, tramite uno strumento messo a disposizione dall’INPS, aumentare l’importo della prestazione. Scopriamo in che modo.
In seguito alla morte di un pensionato, si ha diritto sempre ai cd. ratei maturati e non riscossi, ossia le somme di denaro che il defunto doveva percepire ma che non ha potuto riscuotere a causa dell’evento morte. Si tratta di importi che vanno considerati a tutti gli effetti nell’asse ereditario e, dunque, vanno suddivisi tra gli eredi.
L’esempio emblematico è il diritto alla tredicesima mensilità. Questa somma aggiuntiva matura ogni mese e viene pagata, di norma, a dicembre. Se il pensionato muore prima di riceverla, spetterà agli eredi. Attenzione, però, perché i ratei non vengono liquidati automaticamente agli aventi diritto.
Solo se, infatti, è il coniuge superstite ad essere titolare della pensione di reversibilità, le somme sono corrisposte d’ufficio a quest’ultimo; se, invece, ci sono altri destinatari della pensione (ad esempio, i figli), bisogna inviare apposita domanda all’INPS, specificando tutti gli eredi.
A tal fine, sul sito web dell’Istituto di Previdenza c’è una sezione riservata ai ratei maturati e non riscossi, denominata “Liquidazione di quote di pensione agli eredi“. L’Ente specifica che le quote di pensione maturate in vita dal pensionato e non riscosse vanno considerate nell’asse ereditario e, quindi, spettano agli eredi in base alla normativa del codice civile in materia di eredità.
Per richiedere tali ratei, è necessario allegare la seguente documentazione:
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