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Sconto di 6 euro sul canone RAI dal 2022, ecco la proposta

Gli italiani potrebbero ricevere la bella sorpresa di avere uno sconto di 6 euro sul canone RAI dal 2022, basta sostegni all'editoria

È nell’aria la proposta di uno sconto di 6 euro sul canone RAI a partire dal 2022. Quello che non tutti sanno è che una quota del canone RAI viene destinata al finanziamento degli editori privati. Cerchiamo di capire a quanto ammonta questa cifra, e perché hanno deciso di abolirla.

Sconto di 6 euro sul canone RAI dal 2022, ecco la proposta

Per molti è una scoperta venire a conoscenza che attraverso il canone RAI si mantengono anche le riviste e i giornali. Sono ben 80 anni che gli abbonati vengono caricati di questa tassa volta al finanziamento della televisione e della radio. Oggi scopriamo che una parte di questi soldi va anche ai privati. Ciò significa che una parte di quei 90 euro finanzia l’editoria.


Il moto di indignazione è piuttosto immediato e spontaneo poiché il cittadino medio si domanda legittimamente perché mai deve versare soldi alle case editrici. Si tratta di imprese che hanno già guadagni cospicui e che, in ogni caso, fanno già pagare le informazioni che diffondono.

La proposta di eliminare la quota del canone RAI, che viene destinata ogni anno al fondo per l'editoria, arriva da Carlo Fuortes, nuovo amministratore delegato della RAI. Per essere esatti si parla di 110 milioni di euro, ovvero ben il 6,5% di tutti gli incassi annuali che derivano dal canone.

Facendo due conti significa che ogni singolo abbonato privato, ogni anno versa all'incirca 6 euro per il finanziamento dell'editoria privata. La cosa appare piuttosto ingiustificata se consideriamo che il Governo a tutt'oggi eroga dei contributi per sostenere l'attività editoriale di quotidiani e periodici finalizzati a tutelare il pluralismo dell'informazione. Si tratta di soldi che il Governo reperisce da canali diversi rispetto al canone RAI.

>>>Canone Rai: per quanto tempo conservare le fatture della luce

L’opposizione della Fieg

Si parlerebbe di un bel risparmio, ben 110 milioni all’anno, se la proposta dovesse essere accolta nella legge di bilancio. Una cifra che finalmente non andrebbe più a gravare sulle tasche dei contribuenti. Il risultato sarebbe una riduzione dell’importo annuale del canone di circa una decina di euro.

È inutile dire che la Federazione Italiana Editori Giornali (Fieg) e gli editori non sono affatto d’accordo. A sostegno della legittimità del contributo indicano la garanzia del pluralismo dell’informazione che in tal modo viene tutelato. Una parte di tali risorse, infatti, sostengono anche fondazioni e giornali che danno voce a minoranze linguistiche.

Francesca Borrelli

Mi ha sempre affascinato l'uomo e la sua interiorità. C'è un universo dentro ciascuno di noi che aspetta di essere esplorato e conosciuto e trovo che la via spirituale, accanto a quella psicologica, possa far luce lungo il cammino della vita.

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