Lavoro

Colloquio di lavoro: cosa fare se chiedono il lavoro dei genitori?

La legge vieta che ad un colloquio venga chiesto ai candidati il lavoro dei genitori. Se accade, però, si può rispondere in questo modo

È illegale chiedere ad un candidato quale sia il lavoro dei genitori dato che è una domanda discriminatoria. Purtroppo, però, non vieta a chi ne ha il potere di farla lo stesso. Eppure, se si fosse meglio informati, salterebbero fuori tantissime domande considerate illegali che non si potrebbero fare al momento di un colloquio (ci sono vari colloqui di lavoro, qui le tipologie e come affrontarlo al meglio). C'è da dire che la colpa di tale situazione non è dei lavoratori, ma di chi ci governa da tempo. Infatti, per evitare una situazione del genere, bisognerebbe insegnare nelle scuole tutto ciò che dice la legge sul lavoro. In questo modo si avranno dei giovani ben formati. Comunque sia, l'Italia ha tante cose da aggiustare nel campo del lavoro e quello delle domande illegali ne è solo l'inizio.

Il lavoro dei genitori che non può essere chiesto in fase di colloquio

C'è chi discrimina in base all'età (cos’è la selezione al buio, come farsi assumere nonostante l’età avanzata), chi in base al sesso, chi non dà opportunità ai giovani perché alla prima esperienza. Chi, poi, trova comunque un modo per licenziare un dipendente solo perché non gli va giù qualcosa. Chi impone uno stipendio misero per un lavoro troppo grande. Insomma, l'Italia non brilla di certo per la situazione lavorativa. E non deve sorprendere se i giovani vanno via. Oppure se, anche senza motivazione, cercano un lavoro nel settore statale, che comunque non è rose e fiori.


Molti dicono che sia il contratto il momento più importante per un lavoratore, infatti, ecco cosa sapere prima di firmare. Ma, in realtà, è il colloquio. Forse questo è una delle esperienze più difficili che si possono affrontare nella vita. Non si sa mai chi ci farà le fatidiche domande che decideranno per noi. Dall'altro canto, poi, non si sa proprio a prescindere soprattutto le tipologie di domande che saranno fatte. Qualcuno si aspetta solo domande inerenti al lavoro, ma molti datori chiedono anche cose che non possono.

Tra quelle che vengono definite illegali c'è proprio quella che riguarda il lavoro dei genitori di un candidato. È considerata, infatti, una domanda discriminatoria perché il lavoro dei parenti non può influenzare la scelta del candidato. Ed è la stessa legge che lo vieta. Parliamo del decreto legislativo 198 del 2006, che tratta le pari opportunità ed è applicabile anche in questo caso. Di conseguenza, il datore di lavoro, o chiunque si occupi del colloquio, non può fare indagini sulla famiglia di origine del candidato.

Se succede, però, come potersi difendere?

Come detto sopra, in Italia tutto ciò che non dovrebbe essere fatto o chiesto lo si fa tranquillamente. Di conseguenza sarebbe bene anche prepararsi per occasioni del genere. La prima cosa da fare, se viene posta tale domanda, sarebbe rispondere con l'articolo sopra citato, facendo notare l'illegalità della stessa. Starà poi al candidato se voler continuare il colloquio o andarsene via cercando di meglio.

Altrimenti, se proprio non si vuole perdere l'occasione, c'è qualcosa che si può fare per aggirare le situazione. Infatti si potrebbero sottolineare tantissimo i valori che i genitori hanno insegnato, puntando soprattutto sul senso del dovere. Fare un bel discorso sull'etica e la morale ha sempre il suo fascino. E in questo modo si può giusto citare in via generale, e molto brevemente, la categoria di lavoratori a cui i genitori appartengono. Se invece la domanda è posta in un form online la si può lasciare in bianco. Se, infine, questa è impostata come domanda obbligatoria allora si lascia un trattino.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

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