Lavoro

Come lavorare senza aprire la partita IVA 2021: ecco tutti i contratti che permettono di percepire il compenso dovuto

Come lavorare senza aprire la partita IVA 2021 ma con contratto di collaborazione professionale con e senza tetto. Alcuni consigli.

Come lavorare senza aprire la partita IVA? Affrontiamo il quesito di un Lettore che ci chiede come può svolgere un lavoro di collaborazione senza partita IVA oppure se non è possibile con l’apertura della partita IVA come giornalista con regime forfetario. Esponiamo tutte le possibilità in riferimento all’aspetto fiscale.

Come lavorare senza aprire la partita IVA 2021

Esponiamo una breve panoramica tra il contratto di collaborazione con soglia di 5.000 euro e con superamento della soglia di 5.000 euro, il contratto di edizione e la Partita IVA come giornalista con iscrizione all’INPGI.


In breve, analizzo gli aspetti fiscali dei vari contratti partendo dal contratto di collaborazioni fino alla partita IVA come giornalista.

Contratto di collaborazione occasionale

Si tratta di contratti che esonerano dall’apertura di una partita IVA e prevedono lo svolgimento di un’attività professionale in modo non abituale e continuativo.

Quindi, le condizioni sono:

  • l’attività non deve essere svolta in modo professionale;
  • l’attività deve essere occasionale;
  • non deve trattarsi di attività di impresa, questo significa che non deve esserci coordinazione del lavoro o impieghi di mezzi.

Questo contratto comporta una soglia di fatturato di 5.000 euro lordi annui.

La normativa del contratto di collaborazione è molto semplice non prevede particolari obblighi fiscali. A parte alcuni limiti che di seguito elenco.

I requisiti:

  • la durata del contratto non può essere superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno;
  • il compenso non può essere superiore a 5.000 euro anno lordo per ogni committente.

Dopo il Job Act viene confermata ed esteso il contratto di collaborazione occasionale.

Come redigere una ricevuta con il contratto di collaborazione

Il contratto da parte del committente opera con la ritenuta d’acconto del 20% e se il reddito supera i 5.000 euro l’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

Il contribuente che effettua la prestazione occasionale deve rilasciare ricevuta fiscale al soggetto committente della prestazione. Una ricevuta di pagamento dove bisogna indicare tutto i dati. La ritenuta d’acconto del 20% è applicata sul compenso lordo dovuto per la prestazione.

In pratica la ritenuta d’acconto del 20% si configura come un acconto delle imposte che il committente è tenuto a versare.

Esempio:

Compenso lordo della prestazione occasionale€ 1.000
Ritenuta d’acconto del 20% €   200
Compenso netto        €   800
Esempio di ricevuta fiscale con ritenuta

I lavoratori occasionali con compensi fino a 5.000 euro nell’anno solare non sono obbligati né all’iscrizione della Gestione Separata e nemmeno al versamento dei contributi previdenziali.

Come lavorare senza aprire la partita IVA? Cosa succede se si supera la soglia dei 5.000 euro?

Il superamento della soglia comporta l’iscrizione alla Gestione Separata INPS e i costi sono così suddivisi:

  • 1/3 a carico del lavoratore;
  • 2/3 a carico del datore di lavoro.

I contributi sono versati direttamente dal datore di lavoro che provvederà a trattenere le somme dovute nel cedolino paga.

Contratto di edizione  – aspetto fiscale

Come lavorare senza aprire la partita IVA 2021? Il contratto di edizione può essere una valida alternativa. Il contratto dei diritti di Autore gode di vantaggi fiscali. Infatti, gode di una riduzione forfetaria della base imponibile.

L’Autore otterrà una deduzione forfetaria del 25% da applicare sui Redditi percepiti, la percentuale sale al 40% se il percettore ha meno di 35 anni di età.

Il reddito d’Autore è soggetto alla ritenuta d’acconto pari al 20%.

La ritenuta IRPEF si applica sul 75% del compenso ricevuto. Se l’autore ha meno di 35 anni, la ritenuta si applica sul 60% del compenso ricevuto.

Esempio:

Corrispettivo lordo € 1.000
Imponibile (75% del corrispettivo lordo)    €    750
Ritenuta d’acconto 20% sull’imponibile  €    150
Importo netto corrisposto€    850
Schema ricevuta con contratto di edizione

Questo contratto ai fini fiscali è vantaggioso, oltre che per la deduzione fiscale sui redditi annuali, anche perché non prevede una soglia di reddito da rispettare.

(non ho trovato limiti alla possibilità di emissione da parte di aziende o società di servizi)

Partita IVA come giornalista – aspetto fiscale

Attualmente è possibile aderire al regime forfettario che prevede di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece del 15%.

Sul tuo reddito imponibile (ricavi per coefficiente di redditività del 67%), bisogna versare:

  • l’imposta sostitutiva del 15% o del 5%;
  • i contributi previdenziali alla Cassa l’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani).

I contributi si dividono in:

  • soggettivi: corrispondono al 10% del reddito netto;
  • integrativi: pari al 2% dei compensi lordi;
  • di maternità: va versato da uomini e donne, ed è pari a 10 euro;
  • aggiuntivo: contributi a titolo volontario, non obbligatorio.

Ai fini della dichiarazione dei redditi è conforme ai vari adempimenti fiscali di qualsiasi partita IVA, da considerare che i contributi INPGI sono più favorevoli di quelli INPS.

A cura di Annalisa Giordano

Esperto risponde

Invia una domanda agli esperti di InformazioneOggi.it, Andrea Napolitano e Annalisa Giordano. Il servizio è semplice e gratuito. I temi trattati riguardano l'ambito fiscale, giuridico, amministrativo, previdenziale e agevolazioni disabili. Scrivici: esperto.informazioneoggi@gmail.com o WhatsApp +39 379 122 7826

Articoli collegati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *