Lavoro

Congedo matrimoniale: l’azienda può negarlo? Non ci sono limiti

Il congedo matrimoniale di 15 giorni retribuito è a carico del datore di lavoro, ma l'azienda si può rifiutare? Non ci sono limiti di genere.

Il congedo matrimoniale è fissato generalmente in quindici giorni di assenza lavorativa, e spetta a tutti i lavoratori dipendenti. Però, bisogna aver superato il periodo di prova. Il lavoratore nel periodo di assenza percepisce la retribuzione e mantiene il posto di lavoro. Ma l'azienda può negarlo? Rispondiamo a questa domanda tramite un quesito che è arrivato agli Esperti di InformazioneOggi tramite la mail: esperto.informazioneoggi@gmail.com

Congedo matrimoniale: l'azienda può negarlo?

Il quesito: "Io e la mia compagna siamo entrambe lavoratrici presso la stessa azienda e abbiamo deciso l'unione civile. Abbiamo chiesto al datore di lavoro i 15 giorni di congedo per fare un viaggio. Ma la risposta è stata agghiacciante. L'ufficio del personale chi ha risposto che il congedo non ci spetta perché non è un matrimonio normale. È giusto quello che ci hanno detto? Grazie e siamo fiduciose nella risposta".


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Non ci sono limiti di genere

La risposta fornita dall'ufficio del personale è errata. L'assegno per il congedo è una prestazione prevista per ciascun lavoratore che contrae matrimonio civile oppure "concordatario".

Consistono in 15 giorni da fruire entro 30 giorni successivi alle nozze. Contrariamente a ciò che le ha riferito l'ufficio del personale della sua azienda, il congedo matrimoniale spetta anche in caso di unione civile tra persone dello stesso segno.

Qui le specifiche dell'INPS sulla spettanza del congedo matrimoniale:

L’assegno per congedo matrimoniale è destinato ad entrambi i coniugi/parti di unione civile quando l’uno e l’altra vi abbiano diritto.

Il beneficio spetta agli operai, agli apprendisti, ai lavoratori a domicilio, ai marittimi di bassa forza, dipendenti da aziende industriali, artigiane, cooperative che:

- contraggono matrimonio civile o concordatario o unione civile (legge 20 maggio 2016, n. 76);
- possono far valere un rapporto di lavoro da almeno una settimana;
- fruiscono del congedo entro 30 giorni dalla celebrazione del matrimonio/unione civile;
- siano in grado, seppure lavoratori disoccupati, di dimostrare che nei 90 giorni precedenti al matrimonio/unione civile hanno lavorato per almeno 15 giorni alle dipendenze di aziende industriali, artigiane o cooperative;
- non siano in servizio per malattia, sospensione del lavoro, richiamo alle armi, fermo restando l’esistenza del rapporto di lavoro.

L’assegno non viene erogato a chi contrae il solo matrimonio religioso.

Angelina Tortora

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti Campania e ragioniera commercialista iscritta all’ordine dei Revisori Ufficiali dei Conti. Esperta in ambito fiscale e previdenziale, sempre vicino al Lettore nel disbrigo di pratiche e nello svolgimento di quesiti su varie tematiche previdenziali e fiscali. Esperta SEO e formazione.

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