Pensioni

Contributi INPS: cosa succede dopo la morte, la pensione o la restituzione?

La pensione di reversibilità o indiretta quando muore il lavoratore è sempre corrisposta? I contributi INPS che fine fanno? Rispondiamo a queste domande.

Dopo un'intera lavorativa sperando di andare in pensione il prima possibile per godersi un pò di riposo, purtroppo, può succedere che non si riesca ad arrivare alla pensione. Ma cosa succede ai contributi INPS versati? È la domanda che un Lettore ha inviato tramite mail ai nostri Esperti, rispondiamo in linea generale in base alla normativa attualmente in vigore.

Contributi INPS versati, dopo la morte

Il quesito del Lettore: "Salve, mio marito è morto per un attacco cardiaco, lavorava in un'azienda privata, se è possibile, vorrei sapere cosa succede adesso. Mi spetta la pensione o l'INPS mi restituisce i contributi versati da mio marito? Ha lavorato per 15 anni sempre presso la stessa azienda. Grazie"


La Legge in caso di decesso del lavoratore conferisce ai familiari superstiti la pensione indiretta. Ma, non a tutti gli eredi, i beneficiari sono individuati dalla legge. La pensione indiretta corrisponde ad una quota della pensione che avrebbe dovuto percepire il lavoratore. La legge individua come eredi che hanno diritto alla pensione i seguenti familiari:

a) il coniuge (anche divorziato o separato se ci sono particolari condizioni);

b) i figli minori;

c) figli studenti fino a 26 anni se a carico del genitore al momento del decesso, a carico fiscalmente, che frequenta l'università e nei limiti della durata legale del corso di studi;

d) figli disabili a carico fiscalmente al momento del decesso, senza limite di età (Pensione di reversibilità e limiti di reddito assegno sociale con invalidità)

e) in alcuni casi i nipoti e i genitori over 65;

f) i fratelli e le sorelle, se a carico del defunto.

Nel caso di coniuge divorziato, la pensione spetta solo se titolare dell'assegno di mantenimento e non si sia risposato. Inoltre, il rapporto assicurativo del defunto sia anteriore alla data della sentenza dello scioglimento del matrimonio.

Consigliamo di consultare la nostra guida, Pensione di reversibilità: ecco tutto ciò che c’è da sapere

Come ottenere la pensione indiretta?

Per ottenere la pensione indiretta sono richiesti minimo 15 anni di contributi, non è richiesto nessun requisito anagrafico, ovvero, cinque anni di anzianità contributiva di almeno tre anni negli ultimi cinque anni precedenti al decesso.

La pensione superstiti è pari ad una quota percentuale in base alla pensione che sarebbe spettata al lavoratore defunto. Le aliquote spettanti sono così stabilite:

a) 60% per il coniuge solo;

b) 80% per il coniuge e un figlio;

c) 100% per il coniuge e due o più figli.

Diverse sono le aliquote se spettano soltanto ai figli o ai genitori, eccetera: Pensione di reversibilità: concessa ai nipoti minorenni, ecco in quali casi

Per accedere alla pensione superstiti bisogna presentare domanda tramite il portale INPS. Oppure, ci si può rivolgere ad un patronato.

Angelina Tortora

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti Campania e ragioniera commercialista iscritta all’ordine dei Revisori Ufficiali dei Conti. Esperta in ambito fiscale e previdenziale, sempre vicino al Lettore nel disbrigo di pratiche e nello svolgimento di quesiti su varie tematiche previdenziali e fiscali. Esperta SEO e formazione.

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