Pensioni

Pensione a 57 anni di età e solo 20 anni di contributi, ma si può lavorare?

Pensione a 57 anni di età se si rispettano determinati requisiti, ma il dubbio nasce se si può continuare a lavorare, ecco la risposta.

La pensione a 57 anni di età è possibile per i lavoratori da lungo periodo disoccupati se rientrano in determinati requisiti. Rispondiamo al quesito di un Lettore, chiarendo questa misura che permette il pensionamento anticipato, sperando che potrà essere utile a molti.

Pensione a 57 anni se disoccupato

Un Lettore ha inviato il suo quesito agli Esperti di InformazioneOggi tramite la mail: esperto.informazioneoggi@gmail.com.


Ecco la domanda posta: "Buonasera, sono nato aprile 1964, ho 31 anni di contributi (misti tra Inps, ENPALS e pubblico) non ancora raggruppati. Disoccupato dal 31 maggio 2019, percepito Naspi fino a giugno 2021, in possesso di fondo pensione presso Poste italiane ininterrottamente dal 2016. Posso accedere alla pensione con RITA? In caso di risposta affermativa posso di seguito accettare contratto a tempo indeterminato oppure fare ricevute con Prestazioni Occasionali? Certo di un vostro gentile riscontro, saluto cordialmente"

La Rendita Integrativa Temporanea Anticipata permette per i disoccupati da 24 mesi in su, possono accedere al pensionamento dieci anni prima dell’età pensionabile di 67 anni. Quindi, possono accedere alla RITA con 57 anni di età, solo se rispettano determinati requisiti. I requisiti richiesti sono nel caso di lavoratore disoccupato da molti anni, dieci anni prima dell’età pensionabile, minimo 20 anni di contributi di cui almeno 5 versati in un fondo pensione. Qui, maggiori spiegazioni: Pensione con la rendita a 57 anni è necessario lo stato di disoccupazione e si può lavorare

Compatibilità con l’attività lavorativa

In riferimento il caso esposto dal nostro Lettore, non tutti i conti di previdenza complementare permettono l’accesso alla RITA, quindi, la prima cosa da fare è verificare se il fondo pensione sottoscritto da accesso a questa misura. Bisogna anche considerare che quando il Lettore ha sottoscritto il fondo, il pensionamento con la  rendita non era ancora in vigore. Infatti, la RITA è entrata in vigore nel 2018 (circolare n. 888 del 8 febbraio 2018), con l'obbligo di adeguamento dei fondi di previdenza complementare.

La COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) con la circolare n. 4209/2020 ha chiarito che la RITA è compatibile con l’attività lavorativa e con l’erogazione della pensione anticipata.

Però bisogna precisare che il pensionamento con la rendita è conveniente quando il capitale accumulato nel fondo è alto. I fondi mettono a disposizione dei propri clienti la possibilità di effettuare una simulazione dell’assegno che si percepirà se si aderisce alla RITA totale o parziale.   

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Angelina Tortora

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti Campania e ragioniera commercialista iscritta all’ordine dei Revisori Ufficiali dei Conti. Esperta in ambito fiscale e previdenziale, sempre vicino al Lettore nel disbrigo di pratiche e nello svolgimento di quesiti su varie tematiche previdenziali e fiscali. Esperta SEO e formazione.

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