Pensioni

Pensione anticipata portatore di handicap (Legge 104), dipendente pubblico: età e importo assegno

Quale possibilità ha il dipendente pubblico di accedere alla pensione anticipata se portatore di handicap (ai sensi della Legge 104)?

Pensione anticipata per lo stato invalidante che crea difficoltà a svolgere la mansione lavorativa. Esaminiamo il caso di una Lettrice che chiede la possibilità di accedere al pensionamento anticipato in quanto portatore di handicap ai sensi della Legge 104.

Il quesito: "Buonasera, dipendente di Poste Italiane, avrei bisogno di alcune informazioni in merito alla richiesta di pensione anticipata. Sono nata ad aprile del 1996 ed ho 31 anni di contributi. Lo scorso ottobre mi è stato diagnosticato un tumore al seno, per cui dopo aver subito una mastectomia totale della mammella destra, mi è stata riconosciuta la condizione di portatore di handicap (comma 1 art. 3). Inoltre, risulto "invalido con totale e permanente inabilità lavorativa al 100% art. 2 e 12 L.118/71.


La revisione di tali condizioni sono state fissate per Luglio 2022, ma volevo sapere se dal momento che mi è stata riconosciuta una inabilità al 100%, il prossimo mese maturo i 55 anni e 7 mesi di età ed ho più di 20 anni di contributi (ne ho 31 in quanto ho iniziato a lavorare a Giugno del 1990), se posso andare in pensione anticipatamente. Nel caso che la risposta sia affermativa, potrei sapere anche a quanto potrebbe ammontare la pensione? Grazie"

Pensione anticipata per inabilità e dipendenti pubblici

Bisogna precisare che i dipendenti di Poste Italiane sono equiparati ai dipendenti del settore pubblico e quindi, non possono accedere alla pensione anticipata di invalidità. Ma possono ottenere la pensione di inabilità lavorativa, quindi , solo se una Commissione medica e in determinate condizione, l'Amministrazione può consentire l'accesso al pensionamento anticipato. Analizziamo le tre forme esistenti e i requisiti richiesti.

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Pensione di inabilità: dispensato dal servizio se inabile permanente o assoluto a svolgere alla mansione

In effetti il dipendente del pubblico impiego può essere dispensato dal servizio se inabile permanente o assoluto a svolgere alla mansione. Ad accertare questa inabilità e la Commissione medica e a richiedere la visita può essere il dipendente o la stessa Amministrazione pubblica. Se la Commissione conferma lo stato di inabilità, l'Amministrazione non permette in modo automatico il diritto alla pensione. Ma, è tenuta ad attribuire una diversa mansione al dipendente, compatibile con lo stato di inabilità. Se il dipendente rifiuta la nuova collazione, potrà essere dispensato dal servizio ed accedere alla pensione.

I requisiti per accedere a questa misura sono;

a) riconoscimento dell'inabilità da parte della Commissione medica con permanente inidoneità allo svolgimento della propria mansione lavorativa;

b) un requisito contributivo di almeno quindici anni di servizio, per i dipendenti dello Stato. Per i dipendenti di Enti locali e del comparto Sanità occorrono, 20 anni di servizio;

c) risoluzione del rapporto di lavoro per inabilità.

La pensione è calcolata come la normale pensione ordinaria. Il calcolo è effettuato in base alla contribuzione posseduta al momento della cessazione del servizio. Si applicano le norme che prevedono l'integrazione al trattamento minimo.

>>>Invalidità, pensione e Legge 104, le possibilità di anticipare il pensionamento

Pensione per inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro

È una misura previdenziale con requisiti sanitari e contributivi diversi da quella precedentemente esaminata. La legge prevede che tutti i lavoratori dipendenti del settore pubblico, abbiano diritto alla pensione se hanno un'inabilità permanente e assoluta, fisica o mentale tale a svolgere qualsiasi proficuo lavoro, che non derivi da cause di servizio. Anche in questo caso l'accertamento deve essere effettuato dalla Commissione medica ASL. I requisiti per il riconoscimento di questa prestazione sono:

a) accertamento medico dalla Commissione medica ASL che attesti lo stato di inabilità al proficuo lavoro;

b) un requisito di 15 anni di servizio;

c) risoluzione del contratto di lavoro per inabilità lavorativa.

Anche in questo caso la pensione è calcolata come la pensione ordinaria ed è applicabile l'integrazione al trattamento al minimo.

Pensione inabilità: per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa

I requisiti per ottenere questa prestazione sono:

a) riconoscimento della Commissione medica di verifica che evidenzia lo stato di inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa a causa di un difetto mentale o fisico;

b) un requisito contributivo di cinque anni, di cui almeno tre nei cinque anni precedenti alla decorrenza della pensione di inabilità;

c) risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non riconducibili a cause di servizio. Il calcolo dell'assegno pensionistico si basa sulla contribuzione effettivamente versata, aumentata di un ulteriore periodo che va dalla data di cessazione del rapporto di lavoro e il compimento del sessantesimo anno di età se rientrante nel sistema misto (retributivo più contributivo).

Angelina Tortora

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti Campania e ragioniera commercialista iscritta all’ordine dei Revisori Ufficiali dei Conti. Esperta in ambito fiscale e previdenziale, sempre vicino al Lettore nel disbrigo di pratiche e nello svolgimento di quesiti su varie tematiche previdenziali e fiscali. Esperta SEO e formazione.

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