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Pensione Quota 100: attenzione al limite di 5.000 euro in alcuni casi scende a 2.500 euro

In pensione con Quota 100 e possibilità di lavorare con contratto di collaborazione, ma attenzione ai limiti di 5.000 euro, scendo a 2.500 in questi casi.

La pensione Quota 100 che termina il suo triennio sperimentale al 31 dicembre 2021, permette di uscire dal lavoro con 62 anni di età e 38 anni di contributi. Ma non consente di poter lavorare, è prevista l'eccezione per prestazioni occasionali di 5.000 euro all'anno. Bisogna però, chiarire cosa si intende per prestazione occasionale.

Pensione Quota 100: attenzione al limite di 5.000 euro in alcuni casi scende a 2.500 euro

Un Lettore chiede spiegazioni in merito alla prestazione occasionale e il pensionamento con Quota 100: "Fra pochi mesi andrò in Pensione quota 100. Chiedo se quei 5.000 euro di lavoro occasionale sommabili alla pensione possono essere rappresentati da mia collaborazione con agenzia assicurativa. Il mio rapporto con partita IVA, io venderei contratti assicurativi ai clienti e farei fatture all' agenzia delle mie provvigioni. Le fatture mi vengono pagate e l'importo sarebbe comunque minore di euro 5.000/annui".


Sempre in tema di pensione Quota 100 abbiamo affrontato un altro aspetto: Pensione Quota 100: dopo il 2021 si perde il diritto?

Attenzione alla prestazione occasionale

La Quota 100 prevede la possibilità di lavorare tramite "prestazioni occasionali" vale a dire un'attività lavorativa saltuaria o di ridotta entità e si caratterizza con un limite economico ben preciso nell'arco di un anno civile. I contratti attivabili non possono superare il valore compressivo di 5.000 euro lordi, per la durata non superiore a 30 giorni.

Nel caso in esame si tratta di un contratto di provvigione che si configura tra i contratti atipici che prevedono una provvigione occasionale. Il problema a mio avviso è che il periodo è superiore ai 30 giorni e il committente è lo stesso. In questi casi la normativa chiarisce che se le prestazioni sono rese in favore dello stesso committente, il limite da considerare scende a 2.500 euro annui. (art. 54 bis, comma 1, lett. c).

Un altro aspetto che limita questo tipo di prestazione è la partita IVA, in quanto si configurerebbe in un'attività effettiva di lavoro autonomo e non più una prestazione occasionale.

Angelina Tortora

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti Campania e ragioniera commercialista iscritta all’ordine dei Revisori Ufficiali dei Conti. Esperta in ambito fiscale e previdenziale, sempre vicino al Lettore nel disbrigo di pratiche e nello svolgimento di quesiti su varie tematiche previdenziali e fiscali. Esperta SEO e formazione.

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