Pensioni

Pensione di reversibilità non sempre è riconosciuta anche con la convivenza

La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione sul diritto alla pensione di reversibilità di una coppia convivente, ecco il perchè

La pensione di reversibilità consiste nella quota di trattamento pensionistico riconosciuto nel caso di decesso del pensionato ai familiari superstiti. Spetta al coniuge o il compagno convivente, e consiste in una quota percentuale della pensione che sarebbe spettata al defunto. Per il riconoscimento della pensione è richiesto il perfezionamento di un requisito contributivo di 15 anni di anzianità contributiva e assicurativa. Ossia cinque anni di anzianità di cui almeno tre anni nell'ultimo quinquennio precedente il decesso. La Corte di Cassazione ha discusso in merito alla pensione di reversibilità che riguardava un caso particolare e ha stabilito che non spetta all'erede. Vediamo perché e cosa ha stabilito la Corte.

Pensione di reversibilità non sempre è riconosciuta

La normativa prevede che la pensione di reversibilità è rivolta ai familiari del superstite, ed esattamente:


a) il coniuge o la persona unita civilmente;

b) il coniuge divorziato se percepisce l'assegno divorzile in data precedente alla sentenza di scioglimento degli effetti del matrimonio e non si sia risposato.

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La decisione della Corte di Cassazione

Il caso esaminato dalla Corte di Cassazione, che ha sollevato non poche polemiche, riguarda la coppia riconosciuta con la Legge Cirinnà (76/2016). La sentenza numero 24694/2021 ha smantellato il ragionamento effettuato dalla Corte d'Appello di Milano. In effetti, quest'ultima aveva riconosciuto il diritto di reversibilità al compagno di un pensionato che era deceduto prima dell'anno 2016. Il compagno era titolare di pensione di vecchiaia erogata dall'Inarcassa ( ente previdenziale per ingegneri e architetti).

La Corte di Cassazione, afferma che alla luce della Legge 76/2016 "Legge Cirinnà" non è applicabile la pensione di reversibilità al compagno del pensionato. Questo perché la convivenza, come anche la richiesta di pensione e il decesso del pensionato, sono eventi avvenuti prima dell'entrata in vigore della Legge 76/2016. Ricordiamo che la Legge Cirinnà ha esteso il diritto alla pensione di reversibilità anche alla coppia unita civilmente.

Tale diritto non spetta, secondo la Corte di Cassazione, perché all'epoca dei fatti la Legge non era in vigore. Inoltre, la Corte di Cassazione nella decisione, ricorda la sentenza della Consulta n. 461/2000.

Angelina Tortora

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti Campania e ragioniera commercialista iscritta all’ordine dei Revisori Ufficiali dei Conti. Esperta in ambito fiscale e previdenziale, sempre vicino al Lettore nel disbrigo di pratiche e nello svolgimento di quesiti su varie tematiche previdenziali e fiscali. Esperta SEO e formazione.

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