Pensioni

Riforma pensioni 2022: che fine faranno gli esclusi Quota 102, 103, 104

Riforma pensioni 2022: il tema è piuttosto scottante in queste ore, ma vediamo in ogni caso che fine faranno gli esclusi Quota 102, 103, 104

Sulla riforma pensioni 2022 aumentano le tensioni perché non è ancora definito chi ne rimane fuori, e soprattutto quanto tempo bisogna attendere prima di uscire. La battaglia in Parlamento si annuncia piuttosto aspra. Infatti, non solo Matteo Salvini, ma anche i sindacati, hanno gradito poco la proposta del Governo sul dopo Quota 100.

Il clima è infuocato anche dalla proposta di eliminare Opzione donna, mentre invece ci si attendeva una proroga, considerando che grazie a tale opzione lo Stato riusciva a gestire e contenere i costi delle pensioni.


Riforma pensioni 2022: vediamo cosa accade con Quota 102, 103 e 104

Si sta ormai avvicinando il momento per il Parlamento di dover approvare la riforma pensioni per il 2022. Dal prossimo anno Quota 102 prevede che le persone vadano in pensione al raggiungimento di 64 anni di età, dopo averne maturato 38 di contributi.

Nel 2024, per Quota 103, tale limite di età dovrebbe raggiungere i 65 anni, per poi salire a 66 anni per Quota 104 nel 2025, sempre a fronte di 38 anni di contributi. Ma rispetto a questi scalini non c’è ancora nulla di definitivo, perché Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF) attende ancora di conoscere quali sono le previsioni di spesa da inserire a bilancio.

>>>Riforma pensioni 2022: no Quota 102 o 104, si deve puntare alla quota 41 per tutti

Al momento l’unica certezza dall’anno prossimo sarà che, grazie a Quota 102, nessuno più andrà in pensione a 62 anni. Neanche le donne, che fino ad ora avevano potuto beneficiare di Opzione donna. Il Presidente Draghi, infatti, è intenzionato a sopprimere questa agevolazione che permetteva alle donne di lasciare il lavoro in anticipo.

Ma che fine faranno gli esclusi Quota 102, 103, 104?

Come sempre ci sarà chi verrà maggiormente penalizzato dalla riforma pensioni con Quota 102. Ammesso che lo scalino anagrafico sarà di due anni in più, facendo delle simulazioni, quelli più penalizzati sarebbero i nati negli anni 60. Mentre per i nati alla fine degli anni 50 la penalizzazione sarebbe meno pesante.

In ogni caso, indipendentemente dalla questione età, la riforma pensioni con Quota 102 si ripercuoterà come sempre sui dipendenti pubblici, sui lavoratori autonomi e sui liberi professionisti. Insomma su quelle categorie che non possono contare sugli scivoli previsti dalla legge per cui è prevista una proroga anche nel 2022.

Ci stiamo riferendo ai contratti di espansione (quindi in pensione fino a 5 anni prima della vecchiaia), all’isopensione e al ricorso agli assegni straordinari che vengono previsti col ricorso ai fondi esuberi di banche, ma anche assicurazioni e altre grandi società.

Per coloro che non vi rientrano, dunque, dovranno attendere i 67 anni di età. O magari anche di più, dato che dal 2025 verranno aggiunti altri tre mesi in conseguenza dell’aumento della speranza di vita.

Potrebbe interessare anche>>>Riforma pensioni: scontro tra Lega e Pd su Quota 102 e 104, si cerca di trovare una difficile intesa

Francesca Borrelli

Mi ha sempre affascinato l'uomo e la sua interiorità. C'è un universo dentro ciascuno di noi che aspetta di essere esplorato e conosciuto e trovo che la via spirituale, accanto a quella psicologica, possa far luce lungo il cammino della vita.

Articoli collegati