Lavoro

Scrivere un curriculum: i dati superflui che si possono omettere

Quando si scrive un curriculum ci sono dati personali che si possono omettere contrariamente a quello che si può pensare. Quali sono?

Scrivere un curriculum non è affatto una cosa facile e i dati da inserire sembrano infiniti. Soprattutto se ci si sta affacciando per la prima volta al mondo del lavoro può essere un'attività che richiede una certa attenzione. Per questo motivo molti giovani soprattutto pensano che sia importante inserire quante più informazioni possibili sulla loro vita. Ma non è assolutamente vero! Infatti, ci sono tantissimi dati non richiesti che, però, per precauzione o per timore vengono aggiunti lo stesso. Lo scopo è sempre quello: cercare di colpire chi si occupa delle assunzioni e mirare ad entrare in un'azienda. Tutto questo lavoro, tutta la volontà di fare bella figura è davvero necessaria? In questa confusione bisogna fare chiarezza.

Quali sono i dati che non bisogna riportare quando si scrive un curriculum?

Quando si scrive un curriculum sembra di fare un esame. Si perde la testa per scegliere il formato giusto, il carattere giusto, per essere sintetici ed esaustivi e molto altro ancora. Questo pezzo di carta che contiene ogni informazione sulle nostre esperienze di vita o di lavoro è la chiave che potrebbe aprirci o meno una nuova porta.


Per questo motivo in molti pensano che bisogna scriverci di tutto. Qualsiasi dato sulla nostra esistenza potrebbe essere considerato importante. È davvero così? No. Ad esempio esistono dei dati personali, relativi alla nostra identità, che non devono essere riportati. Si sa, il mondo del lavoro è frenetico ed è normale che si sia andata a creare una confusione da cui è difficile uscire.

Dall'altro canto bisogna ammettere che l'Italia non è affatto il paese ideale per lavorare. È un luogo, invece, in cui buona parte dei datori di lavoro non rispettano i diritti dei loro dipendenti e chiedono anche cose non legali. In molti, infatti, non sanno che è discriminatorio domandare del lavoro dei genitori. Eppure da noi è una domanda classica da fare nei colloqui con i più giovani.

Parentesi sociale a parte, in queste circostanze bisogna essere astuti e agire in anticipo. Ad esempio in un curriculum non è mai obbligatorio inserire come dati il voto della laurea e quanto sia durato il percorso di studi. In effetti, se il voto è basso e si è stati dei fuori corsi, queste due informazioni potrebbero essere a svantaggio di chi si candida.

Quegli aspetti della nostra vita che si possono evitare di scrivere in un cv

Stesso discorso vale per la città di residenza: non è vero che bisogna aggiungerla. Anche questo è un dato a discrezione del candidato, ma non c'è nessuno o qualche legge che lo imponga. Parallelamente, non è vero che bisogna riportare le esperienze lavorative in cui non si è riusciti a superare il periodo di prova.

E, infine, sempre facendo riferimento alle esperienze pregresse, non bisogna nemmeno specificare la tipologia del contratto di lavoro passato. Al contrario, è sempre possibile scrivere un curriculum vitae pieno zeppo di informazioni anche se non si ha nemmeno una sola esperienza lavorativa.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

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