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Difendersi dalla verità: la paura di lasciarsi leggere dentro ma è necessario prendere coscienza di noi stessi

Difendersi dalla verità perché si ha la paura di lasciarsi leggere dentro, ma è necessario per poter prendere coscienza di noi stessi

Difendersi dalla verità per la paura di lasciarsi leggere dentro è umano, occorre coraggio. Ci difendiamo dalla verità, dal capire realmente le cose, perché poi alla fine ci spaventano. Tante volte chiediamo a qualcuno di dirci la verità, di dire apertamente cosa pensa, o cosa ha capito di noi. Ma quando poi lo fa, non siamo più così disposti ad accettarlo.

Uno dei motivi è che ci fa paura prendere apertamente coscienza di come stanno le cose. Eppure dentro di noi avvertiamo l’esigenza di sollevare il velo che ci impedisce di vedere. L’uomo è fatto per la verità, è un’esigenza profonda di cui riesce a liberarsi solo mettendo in atto meccanismi di difesa a volte invalidanti.


Nel Vangelo di oggi, Gesù parla ai discepoli della verità, e li prepara la fatto che scapperanno, si disperderanno, lo lasceranno da solo. Quella che il Signore descrive è la nostra realtà umana, fatta di grandi slanci, ma anche di grandi fragilità, che emergono proprio quando il gioco della vita si fa duro. Lui lo sa già, sta dicendo che ci conosce. Lui che è più intimo a noi di noi stessi. A volte questa è la difficoltà che incontriamo nella fede, quella di lasciarci leggere dentro da Dio. Con Lui i veli cadono, c’è poco da fare.

Difendersi dalla verità: la paura di lasciarsi leggere dentro. La Parola di Oggi

Nel Vangelo di oggi Gesù ci legge dentro, sa di cosa abbiamo paura, sa come ci comporteremo di fronte alle difficoltà. Non ci accusa, ma ci pone di fronte alla Verità, perché poi, alla fine desidera che prendiamo coscienza di noi stessi, di ciò che realmente siamo. Leggiamo l’evangelista Giovanni (Gv 16,29-33):

29Gli dicono i suoi discepoli: “Ecco, ora parli apertamente e non più in modo velato. 30Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t’interroghi. Per questo crediamo che sei uscito da Dio”. 31Rispose loro Gesù: “Adesso credete? 32Ecco, viene l’ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. 33Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!”.

Una verità scomoda da accettare, e da cui ci difendiamo, è quella che essere cristiani vuol dire dove accettare le tribolazioni del mondo. Vorremmo un “Cristianesimo light”. Ma Gesù ci conosce bene, sa che abbiamo paura, sa che cosa non vorremmo affrontare. E, così, in questo Vangelo lo preannuncia per prepararci, e soprattutto per darci una grande consolazione Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!

Un cristiano vero, allora, non è colui che non ha paura, è colui che si fida. Accettiamo di guardarci dentro, diciamo al Signore le nostre verità, le nostre fragilità, e affidiamoci a Lui che ha già vinto per noi la nostra umanità.

Francesca Borrelli

Mi ha sempre affascinato l'uomo e la sua interiorità. C'è un universo dentro ciascuno di noi che aspetta di essere esplorato e conosciuto e trovo che la via spirituale, accanto a quella psicologica, possa far luce lungo il cammino della vita.

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