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San Gennaro fa soffrire i napoletani, ancora una volta il sangue non si è sciolto San Gennà…ca ce vuò dicere?

San Gennaro fa soffrire i napoletani, nonostante le forti aspettative, ancora una volta il sangue non si è sciolto, con l'apprensione di tutti

San Gennaro fa ancora soffrire i napoletani. Infatti, erano le 18 di ieri, quando il sangue di san Gennaro è stato prelevato dalla teca nella cappella del Tesoro, sotto lo sguardo attento del cardinale Mimmo Battaglia, e dei napoletani presenti al Duomo. L’atmosfera era carica di tensione perché san Gennaro aveva già mancato l’appuntamento precedente, quello del 16 dicembre, e tutti avevano il fiato sospeso.

Aggiornamento oggi 2 maggio 2021: San Gennaro fa soffrire i napoletani per due giorni, ma il sangue finalmente si è sciolto


I napoletani erano speranzosi che il miracolo tanto atteso sarebbe avvenuto. E invece, no. Purtroppo per la sofferenza di molti, il sangue non si è sciolto. L’ampolla ha mostrato, sino al termine della celebrazione liturgica, un sangue inequivocabilmente solido. Di nuovo stamattina alle 9 è stata prelevata, e ancora una volta tutto immodificato.

Il cardinale, alla sua prima celebrazione legata al santo, ha commentato nell’omelia di ieri “Ma il sangue è sempre vivo nella sofferenza”. E non dobbiamo leggere in ciò che non è accaduto “buoni auspici o presagi nefasti per il nostro futuro”. Perché “Il sangue, sia che si sciolga, sia che resti nella sua immodificata sacralità, ci rimanda al sangue di Cristo, nel cui mistero pasquale ancora ci troviamo e che ancora dà il senso alla grande e intensa icona del sangue che si scioglie”.

San Gennaro fa soffrire i napoletani, ancora una volta il sangue non si è sciolto

Belle e opportune le parole di Battaglia, ma la delusione dei napoletani è forte. C’è chi ci sperava che almeno questa volta san Gennaro avrebbe fatto il miracolo. Il legame del Santo con la città e i suoi abitanti va al di là della semplice devozione religiosa.

San Gennaro non è solo un protettore. Un napoletano direbbe “lui è uno di noi, uno della famiglia”, uno che respira la stessa aria dei suoi fratelli concittadini. Perciò, la mancata liquefazione del sangue coinvolge le famiglie napoletane in modo intimo e personale.

Ciascuno legge la questione della mancata liquefazione come legata, non solo alla vita della comunità, ma anche alla propria. E si attivano anche sfumature di paganesimo, dobbiamo ammetterlo.

Presagi di sventura incupiscono i cuori e tutti, in un modo o nell’altro, avvertono un certo disagio, un’inquietudine che neanche sanno spiegare.

A questo si aggiunge un vissuto di tradimento. “San Gennaro non ce la doveva fare una cosa così!!” E poi giù tutta una serie di ipotesi interpretative, arte nella quale il popolo napoletano è maestro, diciamo la verità.

Per non parlare del fatto che c’è sempre qualcuno che fa affermazioni perentorie, dichiarandosi assolutamente certo di sapere come stanno i fatti. La gente si divide e si confronta, mentre ognuno cerca di stemperare la delusione e di mascherare l’amarezza.

A nulla valgono le parole sapienti dei religiosi, che cercano di portare luce e conforto. San Gennaro appartiene al popolo, non alla Chiesa. È una questione “di famiglia ” e, per i napoletani, come tale va inquadrata.

San Gennà….che ce stai dicenn….?…..pecchè ce fai suffrì….?

Francesca Borrelli

Mi ha sempre affascinato l'uomo e la sua interiorità. C'è un universo dentro ciascuno di noi che aspetta di essere esplorato e conosciuto e trovo che la via spirituale, accanto a quella psicologica, possa far luce lungo il cammino della vita.

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