Politica

Cannabis, la coltivazione domestica è legale: è guerra contro lo spaccio

È stato dichiarato legale coltivare non più di oltre 4 piante femmine di cannabis a casa per uso domestico. È vietata, invece, la vendita

È stato fatto un primo piccolo e timido passo verso la grande questione della legalizzazione della cannabis. Anche se qualcuno potrà storcere il naso, in politica è stato deciso che sarà possibile coltivare la cannabis a casa. Ovviamente ci sono delle restrizioni in merito poiché non è consentito coltivarne una quantità a piacere. Questa decisione, però, non è fine solo a se stessa. Infatti, si è arrivati a tanto anche e soprattutto per contrastare l'attività illegale di spaccio. Grazie alla possibilità di avere una propria coltivazione personale si spera anche di stroncare tale traffico in luoghi pubblici. In effetti in molte Regioni della nostra Penisola gli spacciatori portano avanti comodamente i loro affari illegali alla luce del sole. Il risultato è, purtroppo, la devastazione e degradazione di un luogo comune a tutti. Detto questo, vediamo nel dettaglio la novità.

La cannabis solo se coltivata a casa è considerata legale, la notizia del momento

Una bella notizia per tutti coloro che hanno sempre sostenuto la legalizzazione della cannabis a fini utili e soprattutto salutari. In questi giorni il testo base sulla depenalizzazione della cannabis è stato votato. Attenzione, però: sarà possibile coltivare a casa non più di quattro piante femmine. A fare l'annuncio ci ha pensato Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera e deputato M5s.


Inoltre, sempre lo stesso presidente, considera questo un risultato molto importante dato che ha visto il grande lavoro di confronto delle varie fazioni parlamentari. Ovviamente, al caso ha anche lavorato la Corte di Cassazione. Comunque sia, si è arrivati a questo piccolo, ma fondamentale passo soprattutto per i malati. Infatti esistono persone gravemente ammalate che possono trovare sollievo proprio nella cannabis.

Fino a questo momento tale prodotto risultava essere impossibile da trovare legale. Necessario per le varie terapie di cui è alla base, adesso le cose dovrebbero essere più facili. Di conseguenza, si contribuisce in tal modo al benessere dei pazienti, anche se solo indirettamente. Finalmente si può permettere loro di curarsi senza altri ostacoli.

La guerra contro lo spaccio non è ancora finita

Come detto sopra, la decisione era necessaria anche per combattere i traffici illeciti di cannabis. Quello che comunemente chiamiamo spaccio spesso e volentieri è davvero difficile da combattere. Tutti coloro che saranno sorpresi in attività illegali di questo tipo rischiano pene dai 6 ai 10 anni di detenzione.

Non dimentichiamo che in Italia, purtroppo, in queste faccende non solo ritroviamo gli immigrati, ma soprattutto giovani. Con un guadagno facile, a nero e sempre in aumento, molti ragazzini decidono di lasciare scuola e lavoro e di concentrarsi solo su questo tipo di affari. Per non parlare, poi, dei danni alla salute se la cannabis è usata in quantità eccessive.

Infine, proprio per i più giovani si è arrivati alla creazione di una definizione a parte. Per tutelarli si è deciso che la vendita illegale di cannabis nei confronti di quest'ultimi non sarà mai e poi mai considerata un fatto penale di grado lieve. Lo stesso vale per i traffici posizionati presso le strutture scolastiche.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

Articoli collegati