Tecnologia

ForElle, l’app che aiuta le donne a chiedere aiuto durante una violenza

Un team campano ha realizzato un'app, ForElle, realizzata per permettere alle donne di chiedere aiuto in caso di violenza con un pulsante

Sempre più spesso sentiamo notizie di violenza, abusi e molestie di ogni genere ai danni delle donne. L'ultimo caso, che sta sconvolgendo l'Italia intera, riguarda proprio il figlio di uno dei personaggi pubblici contemporanei. Stiamo parlando del caso di Ciro Grillo e delle recenti dichiarazioni della sua vittima. Lasciando stare le polemiche nate attorno a questo caso, sarebbe meglio, invece, parlare di come poter intervenire. Se non siamo in grado di educare alla non violenza i nostri giovani maschi, che almeno le giovani femmine possano cercare di difendersi. È su questa base che nasce il progetto dell'app ForElle.

Nasce ForElle, un'app che aiuta le donne vittime di violenza a chiedere aiuto

L'applicazione nasce da un team costituito da giovani sviluppatori campani. Grazie al loro lavoro, la vittima di violenza attraverso un solo tasto ha la possibilità di chiedere aiuto. In sostanza l'applicazione funziona in questo modo: ForElle registra l'audio ambientale e la posizione in cui si trova il cellulare. Questi due dati sono condivisi in tempo reale con i contatti salvati in caso di emergenza. Tutto ciò sarà registrato e avrà valore legale il che significa che possono essere usati in tribunale come prove.


L'idea di un'applicazione del genere nasce dalla mente di Giusi di Paola, sviluppatore assieme ai suoi colleghi. La 35enne, infatti, ha sempre avuto questo desiderio di creare qualcosa per contrastare, come si può, la violenza sulle donne. Ovviamente, in queste esperienze così traumatiche e negative il fattore rapidità è fondamentale per evitare conseguenze ulteriormente dannose. Un esempio, infatti, potrebbe essere la morte della donna dopo aver subìto violenza.

Dall'altro canto, però, l'applicazione non si ferma alla sola violenza fisica, ma si rivolge anche a quella verbale e psicologica, oltre che alle molestie. Di conseguenza si tratta di un'app trasversale in grado di aiutare chiunque si trovi in una qualsiasi situazione di violenza.

Informazioni tecniche sull'app

Il progetto nasce e si consolida presso l'Apple Developer Academy di Napoli. E assieme a Giusi Di Paola hanno lavorato altri ragazzi come Antonio Cangiano, Andrea Garau, Fabio Palladino, Mario Armini e Gabriele Fioretti. Una volta installata l'applicazione sarà necessario concedere l'accesso al microfono e al GPS.

In seguito bisognerà registrare il proprio Apple ID, così da avere una comunicazione più rapida con i contatti di emergenza. Affinché il progetto funzioni, è necessario che anche i quest'ultimi scarichino l'app. Con la registrazione dell'Apple ID si caricano automaticamente i contatti di riferimento.

Per chiunque temesse per la propria privacy è doveroso sapere che l'app non trattiene i dati degli utenti "oltre il minimo sindacale". Inoltre, fa davvero onore a questi ragazzi sapere che da questa applicazione non c'è alcun profitto economico. Il loro scopo è solo quello di aiutare quante più persone possibili. Infine, per adesso l'applicazione è disponibile solo per sistemi iOS, in seguito, però, arriverà anche per i cellulari Android.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

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