Viaggi, arte e cultura

Apice, la storia del borgo fantasma situato nel beneventano, considerata la Pompei del ‘900

Anche la regione della Campania ha le sue città fantasma. Tra queste c'è Apice, situata nel beneventano, un borgo abbandonato due volte

La regione della Campania, così come le altre regioni d’Italia, è anch’essa ricca di città fantasma o borghi abbandonati per i motivi più di sparati. Ce ne sono alcune nella provincia di Salerno, altre nella provincia di Avellino e altri ancora nel Casertano e a Pozzuoli. Queste appena citate, però, in un modo o nell’altro sono comunque abitati seppur in numero ridotto a differenza di Apice. La cittadina, situata nella provincia di Benevento, è completamente disabitata. Lasciata intatta a seguito dei terremoti del 1962 e del 1980, al giorno d’oggi non conta nemmeno un abitante. Nella sua sfortuna, però, ha trovato in un certo senso la sua fortuna. Ogni anno, infatti, Apice diventa meta di turisti affascinati da come il tempo si sia fermato nelle case e nei posti che la compongono.

La storia di Apice, la città fantasma che si trova nella provincia di Benevento

Denominata come la Pompei del Novecento, la cittadina di Apice è un borgo abbandonato a se stesso ormai da anni e anni. Una volta giunti sul luogo sarebbe assolutamente sbagliato definirlo degradante. Questo è un aggettivo da applicare a un luogo che non è tutelato e curato dai suoi abitanti. Ma non è il caso di Apice che, purtroppo, ha visto il suo destino finire nel 1962 a causa del terremoto.


Apice è una cittadina fondata dagli antichi romani e fino al giorno del 21 agosto del 1962 vi si viveva in modo tranquillo. Quel giorno, purtroppo, però, le cose cambiarono tanto repentinamente quanto profondamente. L’ora esatta erano le 19 e 30 quando ci furono due scosse che provocarono 17 vittime e l’abbandono del luogo dei restanti 6500 abitanti.

Così, un po’ come accadeva proprio nell’antica Roma, gli abitanti furono costretti a lasciare le loro vite e trasferirsi sulla collina di fronte. Ma non tutti eseguirono gli ordini. Infatti, ci fu chi decise di rimanere nel centro di Apice. Tra questi c’è da ricordare il barbiere che tenne in vita la sua attività fino al 2013.

Altri, però, a causa del famoso terremoto dell’Irpina del 1980 decisero nuovamente di abbandonare il luogo. Adesso Apice è diventata meta di turisti curiosi di scoprire questa moderna città fantasma. Qualche anno fa sono iniziati i lavori per il recupero del castello e il comune ha disposto un’ordinanza che vieta a chiunque l’ingresso. Il luogo, inoltre, è costantemente sorvegliato dalla polizia ed è recintato da cancellate che non ne permettono l’accesso.

Sempre più italiani si recano a visitare il borgo fantasma

Visitare Apice è sicuramente un’esperienza suggestiva che può suscitare meraviglia ma anche una strana malinconia. In particolare, molti giovani vi si recano forse per percepire gli ultimi attimi di un’epoca che non appartiene loro. E forse, proprio per questo motivo, cercano di afferrarla per comprenderla maggiormente approfittando del tempo che si è fermato.

Il borghetto, nonostante il suo stato di abbandono, è ben mantenuto. Si possono visitare le case in cui è possibile vedere da vicino oggetti di vita quotidiana lasciati lì a marcire nel tempo senza più un padrone. Sembra quasi un set cinematografico di un film apocalittico o di orrore. Fatto sta che recarsi in visita ad Apice suscita inevitabilmente una certa impressione.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

Articoli collegati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *