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Bosa, il borgo sardo che sembra essere uscito dalle favole

In provincia di Oristano, in Sardegna, si trova un piccolo borgo, Bosa, dalle case coloratissime, con un castello che nasconde una leggenda

Se qualcuno ha intenzione di restare in Italia per le vacanze di Natale, allora il borgo di Bosa è la meta da prendere in considerazione. Poco famoso rispetto a tutte le altre città della Regione della Sardegna, Bosa è davvero una piccola perla che merita di essere vista. Certamente, forse l'estate è la stagione più indicata per recarsi in questo suggestivo luogo. Ma, a quanto pare, Bosa non delude nemmeno in inverno per quanto riguarda la sua bellezza. In effetti, l'aria del Natale potrebbe rendere il posto ancora più magico di quello che è. Ma scopriamo qualcosa in più sulla sua storia e su cosa ha da offrire a chi vi mette piede per la prima volta. Ovviamente, come ogni posto incantevole che si rispetti, non può mancare anche una leggenda ipnotica.

Le mille sfumature di Bosa, il piccolo e grande borgo della Sardegna

Bosa è un piccolo borgo antico che conta all'incirca 8mila abitanti ed è situato in provincia di Oristano, ovvero in Sardegna. La bellezza straordinaria di questo posto è che tutte le sue case sono colorate, il che ricorda la più famosa Isola di Procida. Ovviamente, però, Bosa non ha nulla da invidiare all'isola campana dato che ha molto da offrire.


Sappiamo che è stata abitata da molte popolazioni differenti, a partire dai fenici fino ai romani che l'hanno colonizzata e resa provincia dell'impero. Oltre alla ricca parte storica e alla bellezza delle sue case coloratissime, Bosa offre piante e alberi davvero molto diversi tra loro. Che dire, poi, delle 58 specie di animali tutelati, tra cui primeggia su tutti l'avvoltoio grifone.

Dall'altra parte del fiume Temo, l'unico che attraversa la piccola cittadina, sorge il quartiere di Sas Conzas. Per chi ama la natura e lo sport in generale, Bosa è l'ideale per attività come trekking e birdwatching grazie alla Riserva naturale di Badde Aggiosu, Marrargiu e Monte Mannu. Il piccolo borgo, però, ha da offrire qualcosa anche a chi è più portato per il relax. Stiamo parlando di piccole cale meravigliose tuffarsi in estate.

Inoltre, chiunque si rechi nel posto non può evitare di assaggiare l'olio e il vino, due alimenti tipicamente prodotti nel piccolo borgo. Oppure scoprire la tradizione dei cesti intrecciati, di come si lavorano i tessuti e si producono i ricami di fielt.

Le leggenda del castello

Un borgo così piccolo non si fa mancare proprio niente. E in questo discorso rientra anche una castello, teatro di una leggenda affascinante. La parte antica della cittadina si chiama Sa Costa ed è padroneggiata dal castello di Serravalle, realizzato dalla famiglia toscana dei Malaspina. Costoro fecero costruire l'edificio tra il XII e il XIII secolo.

Ebbene, come ogni castello che si rispetti, anche questo ha la sua leggenda che nasce da un sotterraneo presente al suo interno. Tale passaggio segreto collegava il castello alla Cattedrale. Spesso, l'itinerario nascosto era usato da una castellana per sfuggire al marito, un marchese troppo geloso, che non le consentiva di uscire liberamente.

La castellana trovava conforto da una situazione del genere percorrendo il passaggio sotterraneo per recarsi a pregare nella Cattedrale. Tuttavia, quando il marito seppe delle uscite "segrete" della moglie, accecato dalla rabbia le tagliò le dita. Quando la donna morì, il suo animo non abbandonò mai quel castello al punto che ancora oggi è possibile avvertirne la presenza.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

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