Viaggi, arte e cultura

Chi sono stati i figli di Dante? Quanti erano e che vita vissero?

Del Sommo Poeta si conoscono più le vicende professionali che private. Ma qualcuno si è mai chiesto che vita vissero i figli di Dante?

Tra i vari manuali scolastici di letteratura, sfogliando le pagine dedicate al poeta, non c'è mai stato un cenno su i figli di Dante Alighieri. Certo, il suo contributo fondamentale per la nostra nazione è stata la sua carriera da letterato, rendendoci celebri in tutto il mondo con la "Divina Commedia". Dall'altro canto si è preso anche il merito, giustamente, di esser considerato il padre della nostra lingua, l'italiano. Infatti, le parole che scriviamo o che pronunciamo derivano dal volgare fiorentino che è riuscito a estendersi, man mano, al di là della sua stessa regione. Eppure, oltre alle opere letterarie ci piacerebbe conoscere qualcosa di più sul Dante privato, sulla sua famiglia, sul suo quotidiano. Com'erano i rapporti con sua moglie Gemma, dato che professava spudoratamente il suo amore per Beatrice Portinari? E con i suoi figli? Che destino ebbero i suoi 4 o 3 eredi?

I figli di Dante e le loro vite così diverse da quella del padre

Iniziamo col dire che il poeta assieme a sua moglie, Gemma Donati, diedero alla luce quattro pargoli anche se alcuni studiosi ritengono che, in realtà, ne siano tre. Il dubbio sorge per via del primogenito, Giovanni. Molti, infatti, ritengono che costui non sia mai nato poiché non vi sono prove sufficienti che possano testimoniare la sua esistenza.


A quanto pare, però, costoro dovranno rimangiarsi quanto detto. La sua esistenza è stata accertata da un documento redatto da un notaio di Firenze nella data del 20 maggio 1314, scoperto, però, solo nel 1940 da Renato Piattoli. Purtroppo, però, non sappiamo con precisione di cosa tale documento parlasse e, nello specifico, perché fosse riportato il nome di Giovanni.

Ma passiamo direttamente agli altri la cui esistenza, invece, è confermata a 360 gradi. Dopo di lui nacque Jacopo Alighieri tra il 1297 o il 1300, sempre a Firenze. Costui viene ricordato per esser stato uno dei primi commentatori dell'opera paterna e di aver posseduto il manoscritto autografato dal padre, poi andato perduto. Una volta raggiunta la maggiore età, seguì il padre in esilio.

Fu prima a Verona dal signore Cangrande della Scala e poi a Ravenna. Ritornerà a Firenze nel 1325 in cui ricevette gli ordini minori. Inoltre, nella città natìa, riuscì a recuperare i beni confiscati al padre ed ebbe anche una relazione alquanto turbolenta. La donna in questione era Jacopa di Biliotto, appartenente alla famiglia degli Alfani. Da lei ebbe due figli, Alighiera e Alighiero. Con buona probabilità morì sempre a Firenze nel 1348.

Chi portò avanti il cognome parterno?

Tra i figli di Dante l'unico a far continuare il cognome degli Alighieri fu Pietro. Anche lui fu uno dei primi commentatori della "Divina Commedia", ma anche un magistrato e critico letterario. Gli studiosi sono concordi nell'affermare che sia nato nel 1300 a Firenze. Nel 1315 assieme al fratello Jacopo seguì il padre in esilio una volta aver compiuto l'età adulta.

Dopo che Dante morì, nel 1322 Pietro poté ritornare a Firenze in cui ebbe modo di scontrarsi con la realtà economica della sua famiglia davvero disastrosa. Per questo motivo iniziò a studiare diritto a Bologna dal 1323 dove divenne amico di Petrarca.

Nel 1331 decise di stabilirsi definitivamente a Verona e dimenticare Firenze. Qui ricoprì il ruolo di delegato del Podestà di Verona e poi quello di giudice. Nel 1335 sposa Iacopa di Dolcetto de Salerni ed insieme ebbero quattro figli. I loro nomi erano Alighiera, Gemma e Lucia, che divennero monache benedettine, e Dante. Fu anche padre di un figlio illegittimo, Bernardo. Pietro decise di trascorrere gli ultimi anni della sua vita a Treviso dove si spense il 21 aprile 1364.

L'unica figlia femmina del Sommo Poeta

Infine, tra tre possibili maschi Dante fu anche padre di una bambina. Il suo nome era Antonia ed è l'unica ad essere stata rappresentata in un quadro. Il titolo di quest'opera è "Boccaccio fa visita alla figlia di Dante" di William Bell Scott. Di lei si sa che nacque a Firenze, verso la fine del XIII secolo oppure inizio XIV secolo. Allo stesso modo è incerta la data di morte avvenuta dopo il 1371 a Ravenna.

Purtroppo, rispetto ai suoi fratelli, si sa molto poco. Sappiamo che divenne monaca col nome di Suor Beatrice presso il monastero di Santo Stefano degli Ulivi situato a Ravenna. Alcune fonti sostengono che nel 1350 ebbe modo di conoscere Giovanni Boccaccio il quale arrivò a Ravenna per consegnarle 10 fiorini d'oro. Si tratta di una somma inviata dai capitani della compagnia di Orsanmichele. Nonostante sia stata immortalata nel quadro di Scott, molti studiosi la ritengono una figura misteriosa.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

Articoli collegati