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Alcune particolari curiosità su Dante, cosa non sappiamo del Sommo Poeta?

Siamo davvero sicuri di conoscere tutto sul padre della nostra lingua? Ci sono delle curiosità su Dante a cui non tutti fanno caso

Esistono tante curiosità su Dante nonostante siano trascorsi molti secoli dalla sua vita. Quest'anno, poi, l'Italia intera ha organizzato diverse manifestazioni, convegni e attività in occasione dei 700 anni della sua morte. Ognuno ha celebrato come ha potuto il Sommo Poeta che viene riconosciuto, senza dubbio, come il padre della nostra lingua italiana. Infatti è soprattutto grazie a lui se oggi parliamo questa lingua la quale altri non è che una versione più moderna del fiorentino. Era talmente innamorato della sua Firenze che decise di imporla come lingua nazionale senza saperlo. A Dante dobbiamo molte cose e non lo sappiamo. Grazie a lui l'Italia del suo tempo, pian piano, ha rifiutato il latino come lingua comune. Dando più spazio ad una lingua più semplice e popolare, ha concesso alle classi sociali di avvicinarsi di più e azzerare le differenze anche linguistiche.

Le curiosità su Dante che più o meno tutti conoscono

Tutti noi arrivati alle scuole medie abbiamo dovuto confrontarci con Dante e soprattutto la sua "Divina Commedia". E chiunque ha dovuto studiare i vari canti, la struttura dei tre regni "oltremondani" e cimentarsi nella parafrasi. Non a tutti, però, il Sommo Poeta è sempre stato simpatico. Solo forse in questa occasione abbiamo riscoperto, da un punto di vista nazionale, la grandezza di questo autore.


Oltre che per il suo lavoro come letterato, il Sommo ha affascinato soprattutto i giovani per aspetti privati della sua vita. Ad esempio in molti non sapevano che avesse ben 4 figli, tre maschi e una femmina. Oppure, un'altra curiosità su Dante farebbe cadere il mito del suo amore per Beatrice. Infatti, tutti sanno che ogni sua opera fosse dedicata alla Portinari. Ma si presuppone che qualche verso Dante lo riservò anche a sua moglie Gemma Donati.

Oppure, secondo alcune testimonianze, dopo la morte di Beatrice, il poeta fiorentino iniziò a provare interesse per un'altra possibile donna angelo. Ma fu poi ripreso dalla stessa Poritnari che gli apparì in sogno sgridandolo per questo "tradimento". Un'altra curiosità su Dante riguarda la sua sepoltura.

Sappiamo che fu condannato a morte dopo lo scontro tra guelfi e ghibellini, ma precedette il tutto dandosi all'esilio. Ebbene, quando morì a Ravenna, i fiorentini reclamarono le spoglie del poeta. Così, I monaci di Ravenna però inviarono alla città una bara vuota mentre nascosero le ossa dell'Alighieri in un chiostro, poi ritrovate nel 1865 da un muratore.

Un uomo dalle tante sorprese

Inoltre, la condanna alla pena capitale durò fino al 2008. In questo anno il consiglio comunale di Firenze lo perdonò ufficialmente con una mozione. Altra chicca interessante: in realtà Dante si chiamava Durante. Attualmente, però, molti studiosi sono in disaccordo sul soprannome Dante. Secondo alcuni fu lo stesso poeta a farsi chiamare in tal modo, secondo altri, invece, fu il Boccaccio a "battezzarlo" così. Inoltre, Boccaccio, poi, ricordiamo che fu colui che battezzò anche la sua opera: da "Commedia" questa divenne "Divina Commedia".

Dante oltre ad essere uno scrittore fu anche un soldato. Infatti combatté a cavallo nella famosa battaglia di Campaldino. Altra cosa interessante è che aveva una grande memoria. Il poeta era solito fermarsi a riposare su un grande sasso che adesso porta il nome di "Sasso di Dante" visibile in Piazza delle Pallottole. Proprio durante il suo riposo, passò un uomo che gli chiese cosa gli piacesse mangiare di più. Il poeta rispose semplicemente "l'uovo".

Dopo un anno, sempre lo stesso uomo, ritrovò Dante sul suo sasso e gli chiese, senza fare un riferimento esplicito alla domanda dell'anno prima, "con che cosa?". Il poeta, avendo un grande memoria e capendo che alludesse all'uovo, rispose"con il sale".

Secondo alcuni studiosi, poi, Dante era un uomo estremamente narcisista e per nulla umile. Era consapevole della sua grandezza e del suo talento. Apparteneva agli Alighieri, una famiglia della piccola nobiltà caduta in disgrazia. Tale casata non era ben vista a Firenze. Il padre di Dante era un cambiavalute famoso che si dedicava anche ad attività illegali. Insomma, era un usuraio che la scampò sempre per i reati commessi grazie alle sue conoscenze.

Dante Alighieri tra salute ed il suo capolavoro

Altra chicca interessante è che secondo alcuni studiosi Dante soffrisse di epilessia. Lo si deduce dal fatto che il poeta, durante il suo viaggio nell'aldilà, svenga sempre. In un certo verso, questo fu visto come un primo indizio di epilessia nell'Ottocento. Di recente, poi, si è pensato anche alla narcolessia.

Per quanto riguarda la sua opera più celebre, poi, sappiamo che in realtà questa rimase incompiuta. Il poeta non poté mai assistere alla stragrande fortuna che ne seguì. Suo figlio Jacopo si occupò di ultimarla e di diffonderla. Inoltre, si ritiene che l'Alighieri iniziò a scriverla nel giorno 25 marzo dell'anno 1301. Altri, invece sostengono nell'anno 1300 e altri ancora nel 1307. Il manoscritto originale fu perduto, e oggi ne conosciamo il testo dopo un arduo lavoro di collazione di ben 700 manoscritti. Questi erano delle copie dei testi originali risalenti al XIV e XV secolo.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

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