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I nonni nella letteratura: storia della loro presenza significativa

Sia all'interno di un testo che nella vita dello scrittore, i nonni nella letteratura hanno avuto un grande ruolo molto importante

Cosa c'è di meglio nel celebrare i nostri amati nonni facendo un breve excursus dei personaggi dei nonni nella letteratura? Così, in occasione della Giornata Mondiale dedicata ai nonni e agli anziani, che ricade anche in estate, il 25 luglio, possiamo comprendere anche come sono stati rappresentati. Cosa loro stessi abbiano rappresentato per le opere più importanti e famose nel vastissimo panorama letterario. Ma anche se c'è stato qualche letterato ispirato dalla nonna o dal nonno. C'è da ammettere, purtroppo, che ai nonni e agli anziani non è stato dedicato molto spazio. O si presentano come dei personaggi terziari, oppure come la genesi di una famiglia su cui, poi, l'autore si concentra maggiormente. Comunque sia, noi abbiamo voluto cercare gli autori che hanno dato grande importanza alla figura degli anziani raccontandone ogni sfaccettatura.

Il più famoso di tutti i nonni nella letteratura, messaggio di resilienza e onestà

Il più famoso è sicuramente Padron 'Ntoni, patriarca della famiglia dei Toscano, detta i Malavoglia, dell'omonima opera di Giuseppe Verga. Lui è il classico pescatore vecchio, amante del mare, un vero e proprio lupo di mare. Caparbio, rozzo, impulsivo e con un grande senso del dovere, per lui la famiglia è tutto. Non ha avuto modo d'istruirsi, ma diffonde una sua saggezza fatta di quella cultura rude tipica dei piccoli paesi genuini del Sud Italia.


Ama i proverbi che tira fuori per ogni situazione, è austero e non si tira mai indietro. Crede nella famiglia più di ogni cosa e cerca di diffondere questi sani valori ai suoi figli prima e ai suoi nipoti poi. Secondo lui, affinché una famiglia funzioni, bisogna che ci sia la collaborazione. Questa sarà la genesi della teoria dell'ostrica. Un ideale, questo, che narra di come la famiglia, nei momenti più bui, si attacchi ai suoi valori, al lavoro e alle tradizioni familiari. Solo in questo modo si può evitare di soccombere al mondo intero.

Non solo i nonni nella letteratura, ma anche nella vita degli scrittori

Iniziamo da un dettaglio particolare di tipo biografico. Tutti noi conosciamo il poeta futurista italiano per eccellenza Aldo Palazzeschi. Ma non tutti sanno che all'anagrafe il poeta si chiamasse Aldo Giurlani e che cambiò il suo cognome non per questioni legati all'arte. Il suo cognome derivava da quello della sua nonna materna, tale Anna Palazzeschi.

Una donna coraggiosa che, a suo tempo, decise di scappare con un garibaldino andando contro il moralismo fortemente clericale della sua famiglia. Palazzeschi era un ribelle proprio come sua nonna e decise di adottare tale cognome per andare contro il volere paterno. Suo padre, infatti, voleva che seguisse le sue orme di commerciante, ma Aldo era più propenso al mondo della letteratura.

Allo stesso modo anche Giacomo Leopardi doveva molto alla sua nonna. Sappiamo che il giovane conte di Recanati visse con una madre severa che mai lo degnava di una carezza e con un padre affettuoso sì, ma succube della moglie. Il giovane Leopardi ricevette quell'amore materno mancatogli dalla sua nonna marchigiana.

Inoltre, nella sua raccolta "Ricordi d'infanzia e di adolescenza" ci racconta di un aneddoto particolare. Il suo essere un bambino malinconico lo aveva sempre fatto sembrare fragile agli occhi delle donne anziane aristocratiche della sua famiglia. Ma in realtà, come sosteneva lui, queste donne avevano frainteso il suo essere così puro e autentico con l'essere debole. E così, rispetto ai suo fratelli, era più coccolato e degno di attenzione.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

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