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Tanto gentile e tanto onesta pare, l’amore è angelico per Dante Alighieri

Tanto gentile e tanto onesta pare è il sonetto più famoso del poeta Dante Alighieri, oltre a essere una delle dichiarazioni d'amore più belle

“Tanto gentile e tanto onesta pare” è il sonetto più famoso di Dante Alighieri. L’autore fiorentino lo riporta nel XXVI° capitolo della “Vita Nova” e diventa l’emblema della scuola del Dolce Stilnovo. Ancora una volta, come nella maggior parte delle sue opere, Dante Alighieri si rivolge all’amata Beatrice, che è musa di questo sonetto. Quella che è una delle dichiarazioni più belle d’amore racconta la vera essenza dell’amore vero. L’amore puro che eleva il soggetto amato allo stato angelico e che permette a chi ama, a sua volta, di toccare Dio. È quasi equiparabile a un’estasi, all’apoteosi e a tale condizione ci si arriva grazie alla donna nobile di animo, pura, virtuosa e gentile nei modi.

Il significato di “Tanto gentile e tanto onesta pare”

«Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia, quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua devèn, tremando, muta,
e li occhi no l’ardiscon di guardare.


Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente e d’umiltà vestuta,
e par che sia una cosa venuta
da cielo in terra a miracol mostrare.

Mostrasi sì piacente a chi la mira
che dà per li occhi una dolcezza al core,
che ‘ntender no la può chi no la prova;

e par che de la sua labbia si mova
un spirito soave pien d’amore,
che va dicendo a l’anima: Sospira.»

Di facile lettura anche senza l’aiuto della parafrasi, Dante in queste poche righe non vuole parlare del suo sentimento che prova per Beatrice, ma di Beatrice stessa. Una donna che con le sue maniere è in grado di portare il poeta in un altro pianeta e universo, toccando l’impossibile e l’inarrivabile. Tutto questo accade semplicemente alla vista della donna amata, mentre saluta gli altri e nemmeno il poeta. È come se portasse con sé un fascio di luce garantendo a tutti il paradiso e i miracoli divini.

La spiegazione è davvero molto semplice e ci permette di conoscere i lati più intimi e anche teneri di questo sentimento. Beatrice dona la redenzione all’uomo anche solo salutandolo, è portatrice di grazia, è un angelo in terra e salva l’anima degli altri solo guardandoli. Contrariamente, però, di lei non si sa nulla, ovvero non si conosce l’aspetto fisico. Come avesse gli occhi, di che colore fossero i capelli e le labbra. Non c’è fisicità nel sonetto e nemmeno sensualità, ma tutto quello che esplode è l’animo puro della donna. E Dante ne parla nel modo più casto possibile.

Spiegazioni dei termini

E’ possibile concepire un messaggio così profondo se ci si concentra sui significati che all’epoca di Dante avevano alcuni termini di oggi. Iniziando proprio dai due aggettivi Gentile e onesta, il primo indica la nobiltà d’animo più elevata. Mentre onesta non bisogna percepirla come il contrario di disonesta, ma come colei che è “piena di decoro, di dignitosa bellezza”. Insieme, descrivono i comportamenti leggiadri e salvifici della donna, l’unica in grado di salvare l’anima dell’amato.

Allo stesso modo, bisogna “prendere con le pinze” il verbo pare. Per Dante non significa dare un’impressione fugace, ma indica come Beatrice manifesti apertamente le proprie virtù a chiunque incontri. Diverso è anche il concetto di donna mia. In tal caso Dante non parla di lei come oggetto di cui è possessore, ma dell’esatto opposto. La donna di Dante, e in genere della lirica cortese, è la padrona dell’uomo e lui ne è soggiogato. È come se si trattasse di un legame feudale, solo che in tal senso il classico signore feudale è rappresentato dalla donna. Mentre il cavaliere fedele dall’uomo innamorato.

Nessuno più di Dante ha saputo descrivere la donna che amava, anche solo platonicamente. Dante è delicato con Beatrice e la innalza al livello più alto di amore. Per Dante Beatrice potrebbe essere anche senza ombra di dubbio Dio stesso, la manifestazione più completa del bene supremo. È tutto ciò che di buono c’è a questo mondo e solo guardarla permette al poeta di sentirsi in un’altra dimensione. Al giorno d’oggi, di certo, nessun uomo è riuscito a descrivere in tal modo delicato e potente la donna che ama. Tutte le donne meriterebbero un uomo fedele e devoto come il nostro Sommo Poeta.

Katia Russo

Ciao, sono Katia, sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Salerno e attualmente sto continuando il percorso magistrale. Sono una grande curiosona, mi piace conoscere e trasmettere quante più notizie originali riesco a trovare. Adoro leggere, scrivere, disegnare, il cinema, la musica, l’arte e la cultura.

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