Pensioni

Pensioni, ecco come cambierà il sistema previdenziale entro autunno

Sindacati e INPS divisi su cosa fare dal primo gennaio 2022 sulle pensioni: il Governo ne inizia a parlare

Entro l'autunno cambierà il sistema previdenziale e le relative pensioni, e su questo non ci sono dubbi. A grandi passi si avvicina la fine di Quota 100, e già da adesso si fanno tante supposizioni. Dal 1° gennaio 2022 si deve trovare una soluzione e una nuova formula per evitare che scatti lo scalone dell'età pensionabile, da 62 a 67 anni; già allo studio le possibili soluzioni.

Pensioni, le possibili novità dal 2022

Se non si prenderanno decisioni per il nuovo anno, in automatico dal 1° gennaio si ripartirà con la Legge Fornero, con il limite a 67 anni. I sindacati però hanno già proposto le loro idee, e chiedono flessibilità per le pensioni a partire già dai 62 anni. In alternativa si chiedono i 41 anni di contributi per tutti indipendentemente dall'età. Altra idea del Governo, è quella di allargare l'APE sociale o stabilire sconti per chi ha fatto lavori gravosi e riprendere l'Opzione Donna per le lavoratrici.


L'INPS però già si è espressa sulla richiesta dei sindacati, definendo la proposta non fattibile, in quanto i costi sarebbero molto alti. Il Governo è orientato verso due opzioni, dopo aver riposto in soffitta Quota 100. La prima con l'Opzione Donna, con 35 anni di contribuzione a 58 anni, se autonome 59 anni. Oppure, l'APE sociale, che attualmente è prevista per 4 categorie di tutele. La proposta allargherebbe l'elenco delle categorie che svolgono mansioni faticose o lavori fragili. I requisiti richiesti sono a 63 anni e 30/36 anni di contributi in base alla tutela.

Quota 102 e Quota 41 sembrano alternative molto più valutabili. Bocciata dai sindacati la proposta di Tridico, ritenuta troppo penalizzante, e cioè quella di dare la pensione in due tranche per tutti quelli che hanno conseguito almeno 20 anni di versamenti. La prima a 62-63 anni, la seconda a 67 anni.

Pensioni e cambiamento del sistema previdenziale: distanza tra sindacati e INPS

Per la Cgil, Cisl e Uil bisogna permettere a lavoratori e lavoratici, di poter scegliere di andare in pensione e senza essere penalizzati. Lo scoglio da sorpassare, e questo è chiaro al Governo, è quello di fare in modo di non innalzare i costi. Le previsioni dei prossimi anni porterebbero ad un picco molto alto di spesa già nel 2026, per non parlare poi del 2036.

Le proposte di Tridico e dell'INPS sono tre, che porterebbero a diversificare i costi. Vediamo quali sono:

1) a prescindere dall'età, il pensionamento anticipato con 41 anni di contributi. Questa sarebbe la soluzione più costosa, che porterebbe nel prossimo decennio un aumento di 9,2 miliardi di euro;

2) il calcolo contributivo a 64 anni con 36 anni di contributi. Questa soluzione sembrerebbe essere la più equa, per il 2027 si andrebbe a toccare un picco di 4,7 miliardi di euro;

3) quella che avrebbe i costi più bassi, 500 milioni di euro nel 2022, fino a raggiungere un massimo nel 2029 di 2,4 miliardi di euro. Prevede l'anticipo della solo quota contributiva a 63 anni, per poi la retributiva a 67 anni.

Giovanni Barreca

Fondatore e direttore responsabile, formazione tecnica e fiscale, dopo anni di consulenza in azienda e presso CAF. Mi occupo anche dell’area Finanza, Economia, Fisco, Salute, Motori e Spettacolo. Mi appassiona il mondo della Finanza e Fisco, ho iniziato a gestire la cosa più difficile a mio avviso, i risparmi della famiglia e da lì è nata la passione. I miei articoli aiutano a comprendere come orientarsi in un mondo pieno di numeri e percentuali. Aiutano il Lettore nel disbrigo di pratiche e consigli su come evitare multe salate. Sono appassionato di tutto ciò che riguarda la cura della persona, lo sport, l’ambiente dello spettacolo. Mio padre era un meccanico e mi ha trasmesso la passione per le auto. Mi piace scrivere su tutto, costanza e passione mi hanno spinto a creare Informazioneoggi.it.

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