Pensioni

Riforma pensioni 2022: no Quota 102 o 104, si deve puntare alla quota 41 per tutti

Dopo il Comunicato del Governo, i sindacati non ci stanno e chiedono un incontro con Draghi: no Quota 102 o 104, si alla Quota 41 per tutti.

Approvato il Documento programmatico che preannuncia la manovra sulla Riforma pensioni che sarà inserita nella Legge di Bilancio 2022. Tantissime le perplessità e preoccupazioni per chi dovrà decidere il pensionamento nel 2022. I sindacati non accettano ne Quota 102 o Quota 104 e chiedono di puntare alla Quota 41 per tutti. Ma analizziamo come si prospetta la tanto attesa e preoccupante riforma pensioni.

Riforma pensioni 2022: no quota 102 o 104, si deve puntare alla quota 41 per tutti

Come tanti, ci ha scritto una Lettrice che confusa dalle tante notizie dal web e dalla confusione delle varie affermazioni degli esponenti politici, chiede chiarimenti in merito.


Il quesito: "Buongiorno, non capisco se la riforma che stanno varando in questi giorni andrà a togliere anche i 41 anni per i precoci o i 41 anni e 10 mesi della Fornero. Io sono in NASPI e punto a quel tipo di pensione. Grazie"

Cerchiamo di capire cosa sta succedendo dopo l'approvazione del Documento programmatico per il 2022 e cosa contiene nello specifico.

Passaggio graduale per eliminare lo scalone che lascia Quota 100

In effetti, si è parlato tanto di fine di Quota 100 al 31 dicembre 2021 e adesso invece, si parla di una trasformazione di questa misura in Quota 102 o Quota 104, sempre in via sperimentale per due anni, quindi, fino al 2023. È quanto si evidenzia nel documento programmatico di bilancio approvato dal Governo come anticipo alla stesura della legge di bilancio 2022 che dovrà essere inviato a Bruxelles in questi giorni.

Le misure previste nel Documento programmatico di Bilancio includono non solo la riforma pensione, ma anche il reddito di cittadinanza e gli ammortizzatori sociali. Infine, inserita anche la riduzione del cuneo fiscale.

Il Governo il giorno 19 ottobre ha diffuso un comunicato molto vago che evidenzia ancora molte indecisioni, in quanto non conferma nulla di effettivo. Ma vediamo cosa prevede il Documento programmatico sul tema riforma pensioni 2022 e quali potrebbero essere gli scenari, rispondendo alla nostra Lettrice.

Tra Quota 102 o 104: le nuove prospettive

Il tema si concentra sulla riduzione dello scalone dei cinque anni (da 62 anni si passerebbe direttamente a 67 anni) che lascerà Quota 100 al 31 dicembre 2021. Quindi, si cerca di trovare una soluzione cuscinetto di due anni, per avere il tempo che permetterà di ristrutturare il nostro sistema previdenziale. Sulla nuova riforma pensioni sono molte le proposte avanzate da INPS e sindacati. Il tema è difficile considerando anche la spaccatura che si è registrata nella maggioranza.

Da una parte c'è il partito della Lega che non intende abbandonare Quota 100 e preferisce trovare una via di mezza con il Governo, e dall'altra la forte resistenza degli altri partiti, che considerano come punto di forza le raccomandazioni dell'OCSE e dell'Unione europea. Ricordiamo che i rapporti dell'OCSE ha consigliato una drastica riduzione della spesa previdenziale eliminando molte misure e di mantenere viva la strada delineata dalla Legge Fornero.

In questo momento la proposta che sembra valutare positivamente Draghi è il passaggio graduale in Quota 102 per un anno e Quota 104 per il secondo anno. Poi, lasciare posto alla nuova riforma pensioni. In effetti, si tratterebbe nel 2022 di una Quota 102 con 64 anni di età e 38 anni di contributi. Nel 2023 si passa alla Quota 104 con 66 anni di età e 38 anni di contributi.

Questa misura "cuscinetto" potrebbe limitare i lavoratori che accedono alla pensione con il sistema misto (retributivo più contributivo), mentre coloro che già sono sottoposti al contributivo, questa tipologia di pensionamento è già possibile, previsto nel 2011 dalla Riforma Fornero. Questa Riforma è stata denominata "lacrime e sangue" per i tanti lavoratori "esodati" che si sono ritrovati senza lavoro e pensione. Il Governo per riparare agli errori ha già emanato nove salvaguardie e studia la decima.

Un altro aspetto che si rileva è la possibilità di limitare il budget per i lavoratori precoci, anche se nulla è chiaro al momento.

Riforma pensioni 2022: i sindacati considerano "inaccettabile"

I sindacati non ci stanno e considerano questa proposta inaccettabile e hanno chiesto un incontro diretto con Draghi. La proposta dei sindacati resta quella di una Quota 41 per tutti senza limiti di età, solo con il requisito contributivo di 41 anni. Una promessa a suo tempo fatta anche dal Governo Salvini - Di Maio.

Tutto potrebbe cambiare, inoltre, bisogna considerare che ci sono anche altre novità in tema di pensioni, e sono:

a) proroga dell'APE Sociale con un rafforzamento delle categorie particolarmente faticosi e pesanti (lavori gravosi). Ricordiamo che l'ultima data possibile per accedere a questa misura nel 2021 è il 30 novembre. Possono fare domanda i lavoratori con un'età di 63 anni e appartenenti alle seguenti tutele: disoccupato, caregiver e invalido, con 30 anni di contributi. Invece, per i lavoratori gravosi il requisito contributivo è di 36 anni.

b) ampliamento delle nuove mansioni di lavori gravosi. Ricordiamo che è stata istituita una commissione tecnica per individuare un nuovo elenco di lavori gravosi (Qui, le categorie attuali: "Pensionamento con quota 41: elenco categorie lavori gravosi e codice Istat)

c) proroga Opzione Donna, anche in questo caso non c'è traccia nel Documento programmatico. (Leggi qui le ultime novità Riforma pensioni donne 2022: cattive notizie prevista abolizione Opzione Donna)

d) si studia la possibilità di estendere il contratto di espansione con l'esodo anticipato per i lavoratori che hanno compiuto 60 anni di età dalla pensione. Questo strumento prevede una parte di finanziamento dalle imprese, oggi è previsto per le imprese che hanno un livello occupazionale di 100 dipendenti).

Nulla di definito

Al momento nulla è definito e non si parla in modo chiaro, in effetti, si evidenzia solo la volontà di limitare i cinque anni che lascerà Quota 100, ma nel complesso la pensione anticipata dovrebbe restare al suo posto. Diverso è il discorso di Quota 41, che dovrebbe essere liberata dai vincoli attuali e resa disponibile a tutti i lavoratori. Ma giudicata troppo onerosa per le casse dello Stato. Bisogna attendere e monitorare gli sviluppi, noi siamo vicini ai lavoratori e pubblichiamo aggiornamenti costanti.

Coloro che desiderano chiarimenti o esporre le loro idee, possono inviare un mail all'Esperto risponde: esperto.informazioneoggi@gmail.com

Angelina Tortora

Giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti Campania e ragioniera commercialista iscritta all’ordine dei Revisori Ufficiali dei Conti. Esperta in ambito fiscale e previdenziale, sempre vicino al Lettore nel disbrigo di pratiche e nello svolgimento di quesiti su varie tematiche previdenziali e fiscali. Esperta SEO e formazione.

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