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Dall’Homo Habilis all’Homo Sapiens- Sapiens: lo sviluppo della comunicazione

Dall'Homo Habilis all'Homo Sapiens-Sapiens: l'evoluzione del linguaggio dalle origini. Tutto ciò che c'è da sapere sulla comunicazione e cosa l'ha resa possibile.

Una delle più alte forme di sopravvivenza è la “comunicazione”; ogni essere umano ha infatti da sempre la necessità di manifestare i propri bisogni, pensieri ed emozioni utilizzando il linguaggio. Molto spesso si confondono le due parole “lingua” e “linguaggio” ma bisogna fare attenzione: con il primo termine ci riferiamo allo strumento che rende possibile la comprensione orale tra i membri di una stessa comunità e corrisponde al linguaggio verbale umano (esistono 9.000 lingue diverse tra cui anche molti dialetti). Il linguaggio è l’insieme dei fenomeni e dei simboli di comunicazione esistenti sia nel mondo umano che al di fuori di esso (linguaggio umano, animale, artificiale). Ancora oggi è difficile comprendere come quest’ultimo si sia evoluto.

Come comunicavano i nostri antenati quando ancora non esistevano le parole?

 L’origine del linguaggio ha attirato molta attenzione nel corso della storia dell’uomo ma che ancora oggi cela dietro di sé alcuni misteri. Secondo alcuni studiosi, la nascita delle lingue coincide con il passaggio al comportamento umano: alcuni storici credono che le prime tracce siano apparse con l’Homo Sapiens che è quello più simile all’uomo moderno. Inizialmente, l’unica forma di linguaggio esistente era quella dei “gesti”, utilizzata sia dall’Australopiteco che dall’Homo Habilis e dall’Homo Erectus, capaci di emettere solo alcuni suoni. Essi non possedevano le capacità fisiologiche per parlare e formulare frasi. Solo l’Homo di Neanderthal iniziò ad utilizzare un linguaggio parlato composto da poche vocali e consonanti.


 Tuttavia, ancora oggi non è chiaro come sia nato il linguaggio. Quello che sappiamo è che uno dei requisiti che ha reso possibile il suo sviluppo è la posizione eretta che ha permesso l’evoluzione delle mani liberando la bocca dalla funzione di presa tipica negli animali diversi dall’uomo. In questo modo  hanno iniziato a produrre diversi suoni. Solo con l’Homo Sapiens Sapiens si è sviluppato un codice linguistico più articolato.

Quando è nata la scrittura?

Con il passare del tempo, i gesti hanno ceduto il posto alla trasmissione verbale. Quando però la società è diventata più complessa, il parlato non bastava più a comunicare né a cristallizzare cose importanti che accadevano nella comunità. Per questo motivo hanno iniziato a svilupparsi diversi sistemi di comunicazione che hanno reso possibile conservare la memoria.

In particolare, con il periodo preistorico (da 50.000 a 10.000 anni fa) ci sono numerose testimonianze come utensili di osso, le sculture, i dipinti rupestri, blocchi di argilla e pelli animali. Utilizzati per segnare le informazioni riguardanti l’ambiente naturale in cui vivevano (animali, scene di caccia oppure di agricoltura). Ad un certo punto gli uomini hanno iniziato ad associare dei suoni ad oggetti, animali e ad incidere su pietra dei simboli che rappresentassero quei suoni. E nacque così il linguaggio scritto, in origine fonetico (ogni simbolo possedeva un proprio suono).

Comunicazione: le prime forme di scrittura

Tra le prime forme di scrittura ci sono i pittogrammi, disegni semplificati con cui si provava a scrivere. L’unica lingua, tutt’ora esistente  che deriva dai segni pittorici è il cinese le cui prime iscrizioni sono gli ossi oracolari ( sono ossa animali e gusci di tartaruga incisi o dipinti con iscrizioni, usati a scopo divinatorio). Un’altra forma di scrittura sono gli ideogrammi ossia segni più semplici che non avevano un legame iconico con quello che simboleggiavano, utilizzati per esprimere concetti più complessi.

Con gli ideogrammi gli antichi segnavano appunti riguardanti scambi commerciali su mattoni di terracotta. Con l’apparizione della scrittura sono nati i primi problemi: bisognava conoscere il significato dei segni e le regole di grammatica, la base su cui scrivere doveva essere liscia e leggera e inoltre erano necessari dei materiali per costruirle. Per questo motivo furono costruite scuole in cui studiare, imparare a leggere e a scrivere. Qui gli studenti usavano tavolette di argilla o fogli di papiro e per scrivere inchiostri o pigmenti. Tuttavia, la scrittura  fu per molto tempo riservata solo ai più istruiti.

Alessia Del Gaudio

Mi Chiamo Alessia e vivo a Pomigliano D'arco, provincia di Napoli. Sin da bambina la mia più grande passione è studiare lingue straniere e per questo ho deciso di portare avanti le mie ambizioni. A Luglio mi sono laureata in Lingue, Culture e Letterature moderne europee all'Università Federico II. Il mio più grande sogno è quello di insegnare un giorno letteratura e di poter trasmettere l'amore per lo studio che da sempre mi ha contraddistinto. Sono empatica, ambiziosa e volenterosa. Mi piace apprendere sempre più cose possibili. Ho deciso di far parte di questo progetto per poter mettere alla prova le mie capacità di scrittura e affrontare con determinazione la laurea magistrale.

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