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Il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne

La giornata contro la violenza sulle donne è il 25 novembre, data fondamentale per ricordarci di lottare ogni giorno contro questo fenomeno.

Uno dei temi più affrontati è la violenza sulle donne: ogni giorno in Italia ci sono 89 donne vittime di violenze di genere. Nel 2021 sono stati 109 i femminicidi di cui alcuni sono avvenuti in ambito familiare-affettivo, altri per mano del partner o dell'ex partner.

Il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne, data stabilita nel 1981 in occasione del primo incontro femminista latinoamericano e caraibico. Lo scopo di questa giornata è quello di rendere anche le persone che non soffrono di questi tipi di violenza più vigili e consapevoli. Infatti, l'unico modo per aiutare queste donne è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica.


Per questo motivo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU) ha designato questa giornata come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare eventi. Secondo Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite:

“La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce né confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace.”

Giornata contro la violenza sulle donne: da dove ha origine tale ricorrenza?

Per scoprire da dove ha origine questa ricorrenza, bisogna ritornare indietro al 1960 e raccontare la storia delle sorelle Mirabal: Aida Patria Mercedes, Maria Argentina Minerva e Antonia Maria Teresa Mirabal.

Queste ultime erano conosciute anche con il nome di battaglia Las Mariposas in quanto combatterono la dittatura (1930-1961) del domenicano Rafael Trujillo nel gruppo clandestino Movimento 14 giugno, inviso al governo. A causa della loro militanza arrestarono le tre donne per alcuni mesi.

Il 25 novembre del 1960 gli agenti del dittatore le uccisero. Ciò accadde a Santo Domingo mentre le Mirabal si recavano in carcere per andare a trovare i mariti. I carnefici fermarono le tre donne, le picchiarono con dei bastoni e le gettarono in un burrone.

Questi ultimi cercarono di far passare la brutale violenza per un incidente, tuttavia l' opinione pubblica capì subito che le tre donne fossero state assassinate.

>>>Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, storia e presente

Il valore delle scarpette rosse

Questa giornata ha un valore fondamentale in quanto ricorda che bisogna lottare giornalmente contro la violenza che può essere sia psicologica che fisica. Non bisognerebbe permettere all'uomo di alzare la voce, schiacciare i pensieri della sua compagna in modo subdolo o di mostrare qualsiasi forma di prepotenza e superiorità. È necessario tutelare le vittime e rafforzarle.

Se ciò non avviene e ci si nasconde dietro l'ombra, questo fenomeno non avrà mai fine.

"Viviamo in una società che insegna alle donne a difendersi dallo stupro, invece di insegnare agli uomini a non stuprare le donne."

In molti paesi, come l'Italia, il colore esibito in questa giornata è il rosso. Uno dei simboli per rappresentare la violenza e il femminicidio, sono le scarpette rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici. L'idea conosciuta meglio come Zapatos Rojos fu realizzata per la prima volta nel 2009 da Elina Chauvet in una piazza di Ciudad Juarez. Questo avvenne in seguito all'omicidio della sorella per mano del marito. Tuttavia è un segno che evidenzia la violenza subita da un centinaio di donne rapite, stuprate e assassinate.

Questo simbolo è stato poi ripetuto in moltissimi paesi del mondo fra cui Argentina, Stati Uniti, Norvegia, Ecuador, Canada, Spagna e Italia.

Alessia Del Gaudio

Mi Chiamo Alessia e vivo a Pomigliano D'arco, provincia di Napoli. Sin da bambina la mia più grande passione è studiare lingue straniere e per questo ho deciso di portare avanti le mie ambizioni. A Luglio mi sono laureata in Lingue, Culture e Letterature moderne europee all'Università Federico II. Il mio più grande sogno è quello di insegnare un giorno letteratura e di poter trasmettere l'amore per lo studio che da sempre mi ha contraddistinto. Sono empatica, ambiziosa e volenterosa. Mi piace apprendere sempre più cose possibili. Ho deciso di far parte di questo progetto per poter mettere alla prova le mie capacità di scrittura e affrontare con determinazione la laurea magistrale.

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