Tecnologia

Quanto la pandemia ha stimolato la domanda di servizi digitali e un uso eccessivo della tecnologia

Quanto la pandemia ha stimolato la domanda di servizi digitali e un uso eccessivo della tecnologia, il fenomeno non accenna a diminuire

È innegabile che la pandemia abbia stimolato una crescita vertiginosa della domanda di servizi digitali. Tutti hanno avvertito in pochissimo tempo un aumentato bisogno di connettività. Il rapporto Digital Home Study di EY rende un quadro piuttosto chiaro di quale sia stata l’evoluzione del fenomeno.

Tutto è iniziato sicuramente durante i mesi di lockdown, durante i quali si sono imposti dad e lavoro da remoto. Ma ciò che adesso appare con chiarezza è che la connettività viene percepita dalla maggior parte delle persone come un bisogno irrinunciabile. Molti si dicono disposti a spendere di più pur di migliorarne l’efficienza. Dunque il fenomeno, a quanto pare, si estenderà ben oltre l’emergenza


Gli italiani alla scoperta di nuovi servizi digitali

La pandemia ha indubbiamente spinto gli italiani a sperimentare nuovi servizi digitali. Il report di EY mostra che un italiano su tre ha utilizzato una videochiamata per lavoro per la prima volta, e per il 30% degli italiani la didattica online è stata una novità. A questo si aggiunge un altro dato interessante, il 23% ha utilizzato servizi sanitari digitali per la prima volta. Questi dati indicano da una parte che il nostro Paese si sia maggiormente allineato a quanto accade in altre parti del mondo, dall’altra sottolinea la nostra precedente arretratezza.

Ma la digitalizzazione alimenta anche ansie e timori

La digitalizzazione, però, ha fatto aumentare ansie e timori collegati all’utilizzo della tecnologia. La prima fonte di angoscia riguarda la questione della privacy. Molti si dicono preoccupati, infatti, riguardo alla riservatezza dei propri dati, sono molto prudenti nel condividere informazioni personali online.

Un’altra fonte di ansia riguarda il timore che l’eccessivo uso di tecnologie incida sul proprio benessere psicofisico. Molti temono un vero e proprio malessere digitale. E così il 52% degli italiani cerca di trascorrere del tempo lontano dal proprio smartphone. E il 39% ritiene di passare effettivamente troppo tempo davanti agli schermi elettronici quando è a casa.

Servizi digitali: lo streaming viene preferito alle pay tv

Con la pandemia anche lo streaming ha subito un’impennata. Le persone hanno privilegiato un abbonamento a un servizio di streaming rispetto a quello di una Pay Tv. Le piattaforme online attraggono fortemente, anche se l’eccessiva offerta di contenuti rende difficoltoso rintracciare ciò che più interessa. Anche la pubblicità è molto intrusiva, e i più giovani si dicono disposti a pagare un costo maggiore pur di eliminarla. In ogni caso, nonostante questi elementi negativi, i canali tradizionali hanno avuto la peggio rispetto a quelli online.

Rete fissa sempre più veloce

Gli italiani, infine, sono diventati molto attenti anche alle offerte dei fornitori di servizi di rete fissa. Sono richieste la velocità della rete e la qualità del supporto tecnico. Molti, in particolare, hanno privilegiato un abbonamento Internet che metta insieme rete fissa e mobile.

Una pillola di conoscenza

Questo spazio, a cura di Francesca Borrelli, ha lo scopo di fornire piccoli spunti di informazione su temi di interesse generale.

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